martedì 28 febbraio 2017

Recensione "La bugia perfetta" di Emily Elgar

Finalmente posso parlarvi della lettura che mi ha tenuto compagnia in questa settimana e che mi ha, letteralmente, lasciata senza parole. Si tratta de La bugia perfetta, il fantastico esordio di Emily Elgar edito da TimeCrime Fanucci.

La ragazza del treno vi ha sconvolto? Questo thriller psicologico vi terrà incollati alle pagine!
Quando Cassie Jensen arriva nel reparto di terapia intensiva al St Catherine’s Hospital, Alice Marlowe, l’infermiera che si occupa delle sue cure, ne rimane inspiegabilmente affascinata. Quella fragile donna è stata trovata gravemente ferita in un canale lungo la strada, investita da un’auto pirata, ma il suo cuore nasconde qualcosa di tormentato e oscuro. Nello stesso reparto, Frank Ashcroft ha appena riaperto gli occhi dopo due mesi di coma. Solo un riflesso nervoso, pensano i medici, ma Alice è convinta che il paziente percepisca e comprenda quanto gli accade intorno. È Frank l’unico testimone dei dialoghi tra Cassie e le persone che vanno a trovarla. È lui a ricostruire nella propria coscienza, ora di nuovo vigile, un quadro di rancori, ossessioni morbose, rapporti familiari deteriorati, e a mettere insieme gli elementi che potrebbero far luce su quanto è accaduto a Cassie quella notte, sul ciglio di quella strada. Ed è Frank l’unico custode di un pericoloso segreto. Ma Frank è paralizzato nel suo letto, del tutto incapace di comunicare...
Un impressionante esordio letterario. Un thriller psicologico che vi terrà incollati alle pagine.
Bio.
Emily Elgar è cresciuta nelle Cotswolds e ha studiato a Edimburgo, dove ha conseguito il diploma in scrittura creativa presso la Faber Academy. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, ha viaggiato molto lavorando per una ong. Attualmente vive a Londra con il marito. La bugia perfetta è il suo romanzo d’esordio.


La storia dei tre personaggi si intreccia grazie ad Alice, giovane infermiera. Dopo otto anni di matrimonio con  David e otto aborti spontanei, risente fortemente della solitudine e della mancanza di bambini nella sua vita. Per questa ragione quando arriva Cassie, una donna incinta la cui gravidanza è sopravvissuta, miracolosamente, ad un brutto incidente, il suo unico obiettivo è quello di proteggere quel bambino.
Cassie sembra una donna dalla vita perfetta. E' conosciuta da tutti come "la donna di Juice-C", per aver recitato in uno spot divenuto famoso, ed ha un marito che la ama. Ma quando conosce il suo vicino di casa, Jonny, che si lega a lei sicuramente, la gente comincia a farfugliare una presunta relazione tra i due e un tradimento da parte della fedele moglie. La loro, però, non è altro che amicizia, ma ciò non mette a tacere le numerose voci che continuano a girare e i dubbi della suocera, Charlotte, che si raccomanda con lei di aver premura, raccontandole la sua esperienza con il marito traditore.
Frank è un ex- bevitore, da due mesi in coma a causa di un ictus che lo ha ridotto, secondo il dottore dell'ospedale, in uno stato vegetativo persistente. Ma ciò che è considerato da tutti come uno stato vegetativo persistente per Alice è una sindrome del chiavistello, da cui l'uomo può guarire. 
Mentre tutti lo considerano come un vegetale lui è in grado di sentire tutto ciò che avviene nell'ospedale, evidente effetto collaterale dei medicinali che gli vengono somministrati. Infatti lui è l'unico che sa della donna che, di notte, va a far visita di nascosto a Cassie e che le chiede perdono. 
Alice è l'unica che occupa davvero di Frank. Quando gli altri non vogliono nemmeno imparare il suo nome lei gli racconta di sè, considerandolo come un amico più che un malato. Frank, invece, in mancanza di Alice  riprova la stessa sensazione che provò da bambino quando la madre si ammalò per un breve periodo di tempo. Forse perchè Alice è l'unica che lo capisce, e capisce la sua solitudine. 


Tanti argomenti attuali si intrecciano e si incastrano perfettamente in un thriller che ti tiene sospeso fino all' ultima pagina, con dei colpi di scena che arrivano proprio quando non te lo aspetti.
Alice cerca di farsi strada nella mente di Cassie, percorrendo i suoi stessi passi e incontrando le stesse persone, addentrandosi nel suo passato decisa a salvare ad ogni costo la minuscola vita che cresce dentro la povera donna, a cui il destino ha voluto dare, a differenza sua, una seconda opportunità.
Emily Elgar descrive la psiche di ogni personaggio giustificando ogni sua azione e utilizzando una pulizia letteraria tale da essere considerata la regina indiscussa dei thriller psicologici. 

Lo consiglio sicuramente con 5 stelle!
Grazie alla Fanucci per la copia!

lunedì 27 febbraio 2017

Release day "Per addestrarti" di Chiara Cilli

Felice release day a Chiara Cilli!
Esce oggi Per Addestrarti, quarto volume della serie dark contemporanea Blood Bonds, il primo con protagonisti André Lamaze e Nadyia Volkov!








Titolo: Per Addestrarti
Autrice: Chiara Cilli
Serie: Blood Bonds #4
Genere: Dark Contemporary Romance
Pagine: 312
Editore: Selfpublished
Prezzo eBook: € 2.99
Prezzo cartaceo: TBA




Credevo di sapere chi fossi. Cosa fossi.
Credevo di non avere più scampo, che la mia resistenza fosse ormai giunta al termine.

Poi ho sentito la sua voce pronunciare il mio nome.
Poi i suoi occhi hanno risposto al richiamo dei miei.

Non ha paura di me. Si avvicina. Mi parla. Mi tocca come se le appartenessi. È folle.
Lui è l’unica chance che ho per restare viva. Devo far sì che gli importi di me. Che sia lui ad avvicinarsi.

Ma non riesco a starle lontano.
Ma gli basta sfiorarmi perché perda di vista l’obiettivo.

L’arrivo della Regina è vicino.
Dovrò scegliere.

La sottomissione.
O la lama di André Lamaze.

Qualunque sia la sua decisione, finalmente dirò addio alla mia piccola rossa.



Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. +18



ACQUISTA ORA CON 1-CLICK




Amazon  http://amzn.to/2lpN7yN
Kobo  http://bit.ly/2mBqZSn
iBooks  http://apple.co/2lWhsba
Google Play  non ancora disponibile


LEGGI L'ESTRATTO

Pianissimo, mi approssimai alla soglia e feci capolino con la testa. André mi aspettava all’inizio della stretta scalinata che portava al pianoterra, un lato del corpo accasciato contro il muro in una posa indolente.
Voleva che lo raggiungessi?
Il suo sopracciglio si inarcò, come a dire Ti muovi o no?
Dunque mi avviai verso di lui con cautela, lanciando occhiate oblique alle porte su ambo i lati del corridoio mentre procedevo attraverso le zone d’ombra e di luce generate dalla scarsa illuminazione. Quando gli fui dinanzi, André piegò il capo per indicarmi le scale. Le guardai in tralice, quindi incominciai a salire gli alti gradini.
Lui era proprio dietro di me, così vicino che potevo sentire il suo respiro nell’orecchio. Avevo la sensazione che l’aura di ghiaccio che lo circondava si stesse espandendo per ammantare anche me e strangolarmi. La avvertivo intorno al collo, come delle dita in procinto di serrarsi.
Mi portai istintivamente una mano alla gola, mi volsi appena per controllare André…
… e misi un piede in fallo.
Protesi le mani per non spaccarmi i denti sullo scalino che mi stava venendo rapidamente incontro, ma d’improvviso mi ritrovai di nuovo dritta. Il braccio di André mi cingeva come un boa, al punto che faticavo a respirare, tanto mi comprimeva sotto i seni. Il suo petto era come acciaio contro la mia schiena.
Rimanemmo così per alcuni istanti – io aggrappata al suo avambraccio, la sua guancia che premeva forte sui miei capelli, i nostri respiri che divenivano sempre più rumorosi.
Il suo cuore era come un tamburo impazzito contro le mie scapole, un battito così veemente da appropriarsi del mio e costringerlo a seguire il suo stesso ritmo forsennato.
«Se volessi ucciderti,» mi sussurrò all’orecchio, sfiorandolo con le labbra, «non avrei bisogno di portarti da qualche altra parte.» Mi strinse a sé ancora di più, facendomi ansimare per la repentina fitta di dolore al costato e l’inaspettata contrazione nel basso ventre. «Lo avrei fatto lì dentro.»
Una scarica di terrore mi fece sbarrare gli occhi. Non ero nient’altro che un topo messo all’angolo, e lui il gatto che provava un piacere sadico nel vedermi tremare, consapevole che la zampata che mi avrebbe tolto la vita sarebbe giunta presto.
Ma non adesso.
Al rallentatore, staccai le mani dal suo braccio e le alzai in segno di resa. Ruotai lievemente il viso verso il suo e annuii piano, fremendo nel sentire la sua bocca sfregare sulla mia guancia.
«Non cadere», disse, l’alito che mi solleticava l’angolo delle labbra. «Non ti prenderò una seconda volta.»


Guarda il book trailer


Partecipa al giveaway


L'AUTRICE

Nata il 24 gennaio 1991, Chiara Cilli vive a Pescara. I generi di cui scrive spaziano dal Dark Fantasy e Dark contemporaneo all’Erotic Suspense. Ama le storie d'amore intense e tragiche, con personaggi oscuri, deviati e complicati.

venerdì 24 febbraio 2017

Intervista a Chiara Parenti

  Ciao a tutti! Oggi a farci compagnia c'è Chiara Parenti, autrice Garzanti de La voce nascosta delle pietre. Grazie mille per la disponibilità, Chiara! 




Quando hai scoperto la tua passione per la scrittura?
Ho sempre adorato inventare storie ma l’idea di scriverle è nata per caso: per gioco, in realtà. Un pomeriggio d’estate del 2008, scherzando con mio marito sul mutuo da pagare, mi disse che avrei dovuto mettermi a scrivere le mie storie, così sarei diventata famosa come la Rowling e ci saremmo trasferiti in un castello senza più il mutuo da pagare. Ci ho provato e non è che adesso abitiamo in un castello (e il trasferimento non pare neanche tanto imminente, per la verità), però ho scoperto che scrivere mi piace sopra ogni cosa.
Naturalmente la strada è lunga e difficile, occorre lavorare sodo senza lasciarsi scoraggiare, ma almeno ho trovato qualcosa di bello da fare, mentre continuo a pagare il mutuo.


Dei libri che hai scritto, ce n'è uno a cui, per un qualsiasi motivo, sei particolarmente legata?
Sono due. “Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito)” perché è stato il primo a vedere la luce e la prima volta, è come il primo bacio: non si scorda mai.
L’altro è questo ultimo “La voce nascosta delle pietre”, un po’ perché è il primo ad essere arrivato in libreria (e vale la stessa cosa del primo bacio anche qua), e un po’ perché l’ho scritto durante la gravidanza e mentre la storia di Luna cresceva parola dopo parola, cresceva anche la mia pancia. Quei nove mesi non li dimenticherò mai.


Qual è il personaggio letterario o i personaggi a cui assomigli di più caratterialmente?
Credo di essere un mix tra Elinor Dashwood di “Ragione e sentimento” e Elizabeth Bennet di “Orgoglio e Pregiudizio”.


Se dovessi scegliere un libro in cui vivere per un giorno, quale sarebbe?
Harry Potter. Sto solo aspettando la lettera per Hogwarts e sono pronta al trasferimento.

Due aggettivi che ti rappresentano.
Sognatrice e determinata. Vivo costantemente con la testa tra le nuvole, però ogni tanto torno anche con i piedi per terra e se mi impunto su qualcosa, so essere anche molto testarda.

Preferisci scrivere o leggere?
Mi piace fare entrambe le cose, anzi ne ho bisogno, solo magari in momenti diversi. In certi periodi preferisco leggere e ricaricarmi e in altri sfogarmi con la scrittura.

Un libro che ti è rimasto nel cuore?
“Il cavaliere d’inverno” di Paullina Simons.

mercoledì 22 febbraio 2017

Intervista a Valentina Cebeni

 Ciao a tutti! A tenerci compagnia oggi c'è Valentina Cebeni, autrice di La ricetta segreta per un sogno edito Garzanti e L'ultimo battito del cuore per Giunti.
Grazie Valentina  per la disponibilità.

Image result for valentina cebeni

Quando hai scoperto la tua passione per la scrittura?
La passione per la scrittura è nata con me, ma ha attraversato fasi molto diverse e complementari fra loro. Tutto è iniziato con l'amore per la lettura, poi per la stesura di piccole storie, lo studio della letteratura e infine è sbocciata la grande passione per la scrittura. 


Dei libri che hai scritto, ce n'è uno a cui, per un qualsiasi motivo, sei particolarmente legata?
Sono legata a tutti i romanzi, anche quelli che non sono pubblicati e a quelli che ancora devo scrivere, perché ogni storia, con i suoi personaggi, rappresenta una parte di me. Loro sono i miei amici, le storie la più dolce delle compagnie, perciò non saprei scegliere. Mi sentirei una madre snaturata! ;)


Qual è il personaggio letterario o i personaggi a cui assomigli di piú caratterialmente?
Questa è una bella domanda! Non so identificarmi in un personaggio specifico, ma so che i miei personaggi hanno molte delle caratteristiche che vorrei avere. Sono modelli, anche se non sempre approvo le loro scelte.

Se tu avessi la possibilità di scegliere un libro in cui vivere per un giorno, quale sarebbe?
Vorrei vivere in Chocolat, precisamente nella bottega di Vianne, per poter chiacchierare con lei delle virtù del cacao, scambiarci ricette e confidenze; sarebbe un sogno!

Due aggettivi che ti rappresentano.
Testarda e leale.


Preferisci scrivere o leggere?
In questo caso la scelta è ardua, perché uno necessita dell'altro. Facciamo 50% e 50%?


Un libro che ti è rimasto nel cuore?
Anna Karenina. Il mio primo vero romanzo, pagine che mi hanno aperto gli occhi e il cuore sulla meravigliosa letteratura russa.

 Grazie ancora per essere stata con noi!
Grazie per la tua ospitalità e la bella intervista, e un saluto ai tuoi lettori!