lunedì 22 gennaio 2018

Atman e i predatori dell'inconscio-Recensione




 Torino è sconvolta per l'arrivo di Tanko, la rockstar del momento, il cui attesissimo concerto si terrà nello stadio comunale di lì a qualche giorno. Come se non bastasse l'incontenibile eccitazione generale a dar grattacapi al commissario Gabetti, una serie di omicidi, dal carattere inspiegabile, turba le notti della città. Tra le illazioni di chi vi vede la firma di un vampiro e le indagini di un ufologo che raccoglie le testimonianze di cittadini convinti di essere vittime di rapimenti alieni, scorrono le vite della gente comune: di adolescenti alle prese coi turbamenti di un'età ingrata, di un barista donnaiolo che si diverte a raccontare le sue prodezze a dei ragazzini, di un gigante biondo alto due metri che dice di provenire da un posto lontano, di un giovane uomo convinto di essere vittima di un sofisticato complotto volto a rovinargli il futuro.



Massimiliano Irenze ha dipinto un perfetto quadro della realtà che viviamo tutti i giorni ma che siamo troppo impegnati a tralasciare perché data per scontata. Si divide inizialmente in cinque storie dalla trama assurda e originale utilizzata come espediente per fare un’analisi psicologica dei personaggi che sono una tipizzazione dei mostri che stiamo diventando. Un ufologo e il suo piccolo assistente sono impegnati nella risoluzione di diverse testimonianze che sostengono la presenza di esseri soprannaturali in grado di cancellare la memoria delle vittime che incappano nel loro cammino; un essere dalle sembianze extraterrestri, poi, va incontro alla vita di Federico e Omar trascinandoli in enigmi travolgenti; Andrea è ossessionato dalle sventure che gli si parano davanti convinto che siano parte di un piano superiore volto a sabotare la sua miserabile vita sentimentale; due giovani (Luciano e Sergio) assistono ai racconti erotici del loro amico Christian che attraverso le sue avventure dimostra la superficiale considerazione che gli uomini hanno delle donne e la complessità del pensiero femminile. Ad accompagnare la narrazione Massimiliano Irenze propone i capitoli del diario di un ragazzo suicida, diario considerato di poco valore da gente popolare e di successo e letto invece da un adolescente come lui. In questo testimonial si presentano le riflessioni di un ragazzo incompreso con un pensiero molto crudo della realtà, quasi distaccato da essa oserei dire. Tutte queste storie sono accomunate dal successo di Tanko, un cantante in voga tra i giovani che dispensa ideali di ribellione contro il sistema politico e sociale mentre ritiene sesso e droga gli unici piaceri cui l’uomo può concedersi, il suo pensiero anticonformista sconvolge gli animi dei giovani e per questo non sarà visto di buon occhio dalle autorità.
L’autore è stato in grado di esprimere concetti ordinari sotto gli occhi di un estraneo la cui visione è illuminante. Il diario de suicida è la visione del mondo percepita da un ragazzo pronto al suicidio: è un pensiero certamente pessimista, anticonformista ma non lo definirei rivoluzionario. Ho molto apprezzato anche le poesie di Tanko rivelatesi fonte di riflessione; leggendo questo libro mi è parso, in alcuni istanti, di sollevarmi dalle convenzioni, dai costumi, e dalla conformità e ho avuto modo di osservare la realtà per quel che è. Un romanzo che consiglierei a un pubblico di lettori molto vasto perché ampi sono i temi riscontrati nel romanzo. 

Veronica 

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