martedì 16 gennaio 2018

I sogni non sono nuvole di Andreas Muller- Recensione

Il mio 2018 letterario è iniziato proprio con questo libro. Sì, proprio con un libro che non mi ispirava più di tanto e che inizialmente non mi convinceva. Perchè sono masochista, esatto. Mi avrà convinto alla fine? Non vi resta che continuare a leggere.


«Il mio lato sognatore a volte prende il sopravvento e mi spinge a fantasticare nei momenti più impensabili. È così fin da quando ero bambino e faccio di tutto per non smettere». Timido, schivo, sensibile ma determinato: ecco Andreas Müller, il vincitore di Amici 2017. Porta un nome tedesco perché i suoi si sono conosciuti in Germania, dove è nato. Sua mamma però è italiana, e quando lui è ancora piccolissimo la famiglia si trasferisce nelle Marche. A scuola pochi amici, a casa due fratelli, Daniel il primogenito, e Alessio, l'ultimo arrivato. In famiglia la vita non è facile, ci sono preoccupazioni e difficoltà, così Andreas quando la realtà gli sembra troppo dura si rifugia nella fantasia. A nove anni la sua prima volta sul palcoscenico e il suo incontro con il ballo, ma solo a quindici inizia a danzare davvero e scopre una passione che forse gli ha anche salvato la vita. La solitudine e le gioie, il rapporto con il fratello Daniel, l'incontro con il buddhismo, gli sbandamenti, la strada a tappe per arrivare ad Amici e la vita nella casetta, l'amicizia con Riki: un racconto sincero pieno di emozioni e di verità che rivelano tanto di un'intera generazione.


Non ho appoggiato completamente la scelta di questo ballerino improvvisato autore di scrivere, a soli 22 anni, la sua biografia. Ma ho comunque appoggiato la sua idea di scrivere un libro che potesse fungere da stimolo per chi non crede in se stesso e nei sogni.
Premessa: amo Andreas, e sono una sua fan. Ho fatto 13 ore di fila per incontrarlo.
Ma questo libro è un ni, più tendente al no.
Il personaggio pubblico che tutti conosciamo, o quasi, si è completamente messo a nudo raccontando la sua storia, tutta, dal fratello problematico al suo approccio con la musica.
Ma ciononostante non ho avuto nessuna emozione. Non ho avuto la sensazione di leggere un libro per piacere; i personaggi descritti sono "intoccabili", come se fossero delle nuvole, appunto.
Il linguaggio semplice è quasi infantile, alcune frasi cadevano spesso nella banalità. La storia di quello che migliaia di italiani hanno visto in TV e sui social poteva benissimo essere evitata, tant'è che il libro è risultato spesso, quasi costantemente, ripetitivo.
Ho visto messi in evidenza solo i suoi pregi, non ho notato difetti evidenziati dallo stesso autore, e questo ha incrementato ancor di piú la mia visione di questo libro come "idealizzato".
Vi consiglio comunque di leggerlo perchè non fa mai male farsi un'idea propria su un libro, ma mia opinione su questo libro rimane, comunque, quasi negativa, nella speranza che la prossima lettura possa convincermi di più.

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