venerdì 27 aprile 2018

Recensione di "Wonder Woman. Warbringer"


Autore: Leigh Bardugo.
Editore: Fabbri Editori.
Data uscita: 31 agosto 2017.
Prezzo ebook: 9,99 euro – cartaceo: 19,00 euro.
N. pagine: 372.
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Diana è una giovane principessa amazzone e vive su un'isola sperduta, protetta da quanto accade lontano da Themyscira, la sua casa. Alia è una ricca ragazza newyorkese, orfana di due famosi biologi. Due mondi agli antipodi, due vite completamente diverse… almeno fino a quando la nave di Alia naufraga proprio sulle coste amazzoni, e Diana la salva. Presto sull'isola iniziano a scatenarsi tempeste e terremoti e una strana febbre si diffonde tra le sue abitanti, spingendo Diana a consultare l'Oracolo. La sua rivelazione è sconcertante: Alia non è una giovane qualunque, bensì una Warbringer, ovvero l'erede della stirpe di Elena di Troia destinata a portare guerra e distruzione. Ucciderla o purificarla, queste sono le uniche alternative per salvare il pianeta. Prima come improbabili alleate e poi come amiche, le due ragazze si troveranno costrette loro malgrado a unire le forze e ad affrontare insieme nemici potenti e persino divinità antiche, nel tentativo di liberare Alia da questo terribile destino. E con lei il mondo intero.




Direttamente dall’Universo DC, un libro tutto dedicato a lei, Diana Price, Wonder Woman per i non addicted. Io me la sono immaginata con il volto di Gal Gadot per tutto il tempo, lo ammetto, anche se l’età non era la stessa.

La Diana di Bardugo è una giovanissima principessa amazzone, alla ricerca della sua legittimazione come amazzone. E sì, perché Diana è vista come l’ultima tra loro, l’unica che non ha mai dovuto conquistare nulla nella sua esistenza, al contrario di tutte le altre. Diana non ha mai affrontato l’esperienza della morte, come ogni altra amazzone, lei è nata lì, sull’isola di Themyscira, forgiata dalla terra e dall’amore della madre, nonché regina delle amazzoni, Ippolita. Il peso di questa sorte la affligge, la giovane Diana desidera con tutta se stessa dimostrare alle compagne che anche lei è all’altezza, che anche lei può competere e vincere. E finalmente il giorno della rivincita è arrivato, finalmente Diana sa come dimostrare il suo valore e conquistare il suo posto tra le sorelle, questa volta lei può vincere, lei sa come vincere. Peccato che un evento del tutto inaspettato stravolga i suoi piani, distogliendola dall’unica occasione che ha per raggiungere la gloria. Una nave, al largo delle rive di Themyscira, sta affondando, le onde minacciano di inghiottire ogni asse di legno, ogni albero maestro, insieme a tutte le vite che sono a bordo. Diana vorrebbe ignorare quella nave, vorrebbe continuare a correre, a raggiungere la sua meta, gli eventi umani non dovrebbero influenzare le nuove vite delle amazzoni, ma non ci riesce: un braccio esile ma ostinato che si aggrappa a un pezzo di legno galleggiante, lottando con tutte le sue forze contro la violenza del mare, la spinge a gettarsi in acqua per salvare il povero malcapitato. Naturalmente, la giovane amazzone riesce nell’intento, peccato che la vita che ha salvato è l’unica che non avrebbe mai dovuto salvare. La vita di una Warbringer, Alia.
Da qui, le cose ci fanno complicate. Diana, alla ricerca della propria affermazione personale, ha finito per mettere in pericolo tutte le sue compagne e l’isola intera. La presenza di una Warbringer su quella terra è veleno, le amazzoni si ammalano, l’isola è scossa da violenti terremoti. Diana sa che la causa è una sua responsabilità. Interpellato l’oracolo, che le mette davanti solo due strade, un po’ come le due pillole di Matrix, Diana, tra la via facile (“Non fare niente. L’isola la sta avvelenando così come lei sta avvelenando l’isola. Tuttavia Themyscira è più antica e più forte. La ragazza morirà e con lei svanirà la contaminazione del mondo mortale. La maggior parte delle tue sorelle sopravvivrà e recupererà la salute. La città si puù ricostruire. L’isola si potrà purificaredi nuovo”), e quella difficile (“La Warbringer deve raggiungere la sorgente di Terapne prima che il sole tramonti sul primo giorno di Ecatombeone. Là dove Elena riposa, la Warbringer potrà purificarsi, lavare via la macchia della morte che ha insozzato la sua stirpe fin dal principio. Là il suo potere sarà liberato per non essere mai più tramandato”) sceglie inevitabilmente quella difficile e da qui comincia la sua avventura.
Due ragazze, Diana e Alia, estremamente diverse eppure così simili, partono per un viaggio che ha il sapore dello straordinario, a volte dell’impossibile, ma che solo due come loro, le reiette dei loro rispettivi mondi, possono affrontare.
Non vi racconterò tutta la storia, anche se in questo caso faccio fatica a trattenermi, vi dirò solo che Bardugo è riuscita a farmi vivere nelle vesti di una giovane Wonder Woman alla ricerca della sua grandezza e nei panni di una newyorkese nera, perseguitata dalla iella, talmente forte nella sua fragilità da non scoraggiarsi di fronte a nulla, neppure alla morte.
Devo ammettere che ho amato questo libro, la caratterizzazione dei personaggi è perfetta, persino quelli secondari sono così ben tratteggiati che per tutto il poco tempo che ho dedicato a questa lettura (il libro scorre così in fretta che vi ritroverete a finirlo senza rendervene conto) ho avuto voglia di avere un’amica come Nim o un amico come Theo (li ho adorati).
Il finale è forse la perla che mi ha fatto apprezzare questo libro ancora di più. Non posso dirvene il motivo senza macchiarmi del gravissimo crimine dello spoiler non richiesto, ma se vi va di leggerlo, mi direte se questo non è il finale giusto per un libro che parla di Wondy.
Buona lettura a tutti, la figlia della terra vi aspetta 😉





2 commenti:

  1. Devo leggerlo allora con questa bella recensione!

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    1. A me è piaciuto molto, spero sia lo stesso per te, poi fammi sapere se avrai modo di leggerlo ;)

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