domenica 20 maggio 2018

Intervista a Giulia Tarquini, autrice di "Giovani Anime Antiche"

Buongiorno, lettori!
Ricordate Giulia Tarquini, l'autrice del libro meraviglioso che ho recensito poco tempo fa? Se la risposta è no, correte subito a leggere la recensione (tanto non faccio spoiler😉). La trovate qui ⇒ Recensione "Giovani Anime Antiche".
Ma ora conosciamola meglio con questa intervista!



Chi è Giulia Tarquini fuori dal mondo letterario?

Sono una doppiatrice da circa 15 anni. Mi sono ritrovata a fare la scrittrice per puro caso, perché a 19 anni per sfogare la mia indole esuberante ho deciso di provare a scrivere e ho concluso un romanzo. A distanza di 10 anni sono anche riuscita a pubblicarlo!

"Giovani Anime Antiche" è il tuo primo romanzo. Come è nata l'idea di questa storia?

In realtà ero partita dall'idea di base che la mia protagonista, Dia, sentisse una voce nella testa. All'inizio era un semplice disturbo psicologico, bipolarismo o schizofrenia. Di fatto, poi, il personaggio di Zaffiro, cioè la voce che lei sente, ha preso corpo sempre di più, ha acquisito una personalità molto chiara ed esuberante, e poi la trama si è sviluppata da sola, al di là del mio controllo.

Usi una scaletta quando scrivi oppure lasci che la storia vada da sé?

Lascio che la storia vada sé.

Quindi non sai in principio cosa succederà ai personaggi?

Esattamente [ride - in modo malefico, per essere precisi].

Ti identifichi in qualche tuo personaggio? Perché?

C'è un po' di me in ogni personaggio, come penso accada a tutti gli autori. Dia ha la mia difficoltà a relazionarsi con gli altri, solo che la sua è molto più giustificata della mia. Viene bullizzata a scuola, soprattutto psicologicamente, e anch'io ho avuto delle difficoltà simili, venivo spesso isolata, ero un po' la pecora nera della situazione e questa cosa mi ha fatto molto soffrire all'epoca. Tutt'ora se ci ripenso mi trasmette rabbia, perché non ne capisco il motivo. Zaf ha la mia propensione a dire un sacco di cavolate nel momento meno opportuno, a volte esagerando e mettendo in difficoltà le persone che ha intorno. Damiano ha preso il mio lato un po' più riflessivo, che cerca di capire al di là della superficie. Arun, invece, ha il mio desiderio di non dare un giudizio superficiale, di non avere pregiudizi; a lui ho trasmesso il mio desiderio di poter dare il tempo alle persone di manifestarsi per quel che sono e saperle comprendere.

Quando è nata la tua passione per la scrittura? 

In realtà il mio desiderio di mettermi a scrivere è nato perché tutto il resto mi faceva star male, studiare, relazionarmi con i miei compagni... Era un periodo in cui le mie valvole di sfogo erano la lettura - che però non mi bastava più - e la scrittura, perché la scrittura risucchia completamente la mente. Tutti i pensieri superflui, che contaminano la psiche, l'umore, spariscono nel momento in cui inizio a scrivere. Esistono solo i personaggi, la trama, il senso che devo dare alla storia, e mi sento meglio. E' come se scrivere catalizzasse tutte le mie emozioni. Noi abbiamo il brutto vizio di perderci in pippe mentali, cose che ci fanno perdere, invece la scrittura mi rimette sul binario giusto.

Quali sono i tuoi generi letterari preferiti?

Paranormale; fantasy, ma non quello classico alla Tolkien, perché per come sono fatta io è troppo impegnativo; ambientazioni in mondi paralleli, perché io credo che esistano tanti tipi di realtà, che sia una realtà aliena, che sia una realtà materiale al di là di quella che conosciamo noi, mi piace quando le persone cercano di spaziare con la propria fantasia in altri mondi e creano universi simili ai nostri con cui noi magari un giorno potremmo entrare in contatto; distopici; fantascienza; a volte mi piacciono anche le letture un po' trash, quelle senza senso che però ti fanno divertire; i romance nei momenti in cui mi sento particolarmente romantica; la letteratura erotica ha il suo perché nel momento giusto, quindi leggo un po' di tutto. Le uniche cose con cui non mi trovo ancora sono la saggistica e i gialli, sono troppo seriosi per me, si lascia poco spazio ai sentimenti, perché tutto è concentrato sulla trama.

Ti piacerebbe cimentarti in altri generi oltre al fantasy?

Sì, mi piacerebbe scrivere un giallo prima o poi. Se riesco a scriverne uno magari la mia opinione cambierà. 

Cosa ne pensi del fantasy italiano? Conosci qualche autore che consiglieresti?

C'è una trilogia fantasy per ragazzi che mi è piaciuta molto. Si chiama La scacchiera nera, è di Miki Monticelli. Io sono una sua grandissima fan, infatti ho letto anche l'altro suo fantasy, Il Sangue di Marklant.

Giovani Anime Antiche avrà un seguito?

Allora, è nato come un autoconclusivo, quindi ha una fine. Ha un retrogusto un po' amaro ma ha una fine, quindi potrei concluderlo anche così. Però sto buttando giù qualche idea per un possibile seguito, ne discuterò con la mia editor e se reputeremo che questo seguito è valido ed è all'altezza del primo, allora penseremo di pubblicarlo.

Stai scrivendo altro?

Sì. In realtà ho già scritto un altro libro, diverso da Giovani Anime Antiche. E prima che mi contattassero per la pubblicazione di Giovani Anime Antiche stavo scrivendo il seguito di questo. Ora devo capire se continuare a scriverlo o dedicarmi al secondo libro di Giovani Anime Antiche.


Com'è nata la copertina del libro?

La copertina del libro è stata un viaggio che ho intrapreso con la mia editor e una mia carissima amica. Come nella trama, volevo che anche nella copertina ci fosse dualità, perché Dia e Zaffiro sono due facce della stessa medaglia, quindi inizialmente volevo metterli entrambi sulla copertina. Alla fine abbiamo optato per un'immagine femminile con i capelli lunghi (come Dia) e abbiamo deciso di riempirla di rose bianche, perché la protagonista è molto legata a questo fiore. Poi, inaspettatamente, la mia amica di sua iniziativa ha aggiunto le lucciole, e il paradosso è che lei stava leggendo il libro e non era ancora arrivata alla scena delle lucciole! L'ho vissuta un po' come una magia, un segno del destino, quindi non potevano essere tolte. Lo sfondo blu l'abbiamo inserito perché fa contrasto col volto della ragazza e perché simboleggia la notte, che è sinonimo di mistero, poesia, romanticismo. E poi gli alberi perché Dia sogna sempre una foresta e soprattutto un determinato albero, e perché questa diramazione sembra quasi l'interno di un cervello.
Il retro con il filo spinato serviva a separare la copertina dalla trama, e le rose bianche sotto la trama sono state una mia idea, come la decisione di usare un altro colore per la parola anime nel titolo. E' stata una sensazione e tra l'altro riprende anche il colore delle lucciole! Mentre la sfumatura un po' ultraterrena di antiche è stata un'idea della mia amica, che l'ha voluto sfumare come se ci fosse il passaggio di un fantasma. Ovviamente tutto questo è stato seguito nei minimi dettagli dal mio editore. 

E il booktrailer?

Era nitido nella mia testa. C'erano due voci fuori campo che parlavano come se non si ascoltassero, ed è un paradosso perché sono le voci di Dia e Zaffiro, e loro sentono tutto ciò che pensano e provano. Quindi è un controsenso farle parlare come se non riuscissero ad ascoltarsi. La trama ruota intorno a Dia che sente questa voce nella testa, quindi Zaffiro non si vede mai, si sente soltanto. Oltretutto io sento i miei personaggi come se mi parlassero, sento i loro discorsi, le loro voci, e volevo che il lettore avesse la stessa sensazione che avevo io quando li ho scritti. Sono facilitata dal fatto che faccio doppiaggio, quindi potevo registrare le voci e realizzare quello che avevo in mente. Guidata un po' dal mio lavoro originario e un po' dal mo istinto, ho voluto fare questa cosa diversa, quindi ho optato per uno sfondo neutro e una musica che accompagnasse le battute e le due voci che permettessero al lettore di immaginare i personaggi e la trama.


Bene, io e Giulia speriamo di avervi messo un po' di curiosità! Ora vi salutiamo, e... buona lettura!

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