sabato 9 giugno 2018

Recensione "Morte di un antiquario" di Paolo Regina



Che cosa distingue l'antiquario dal semplice collezionista? Il gusto della ricerca tra le cose dimenticate alla scoperta dell'oggetto unico e magari irripetibile, prezioso. Ma anche la suggestione per il mistero che avvolge gli oggetti perduti e poi ritrovati: da dove vengono, chi li ha posseduti, quanta passione o dolore hanno 'visto'. Testimoni muti delle vite passate, gli oggetti antichi attraversano il corso del tempo con il loro carico di segreti. Uber Montanari, tra tutti gli antiquari, è il più solitario, il più geloso delle scoperte che ha fatto, il più misterioso. Quando viene ritrovato cadavere nella sua bottega, a Ferrara, in molti si domandano quali tesori siano all'inizio della sua sventura. Gaetano De Nittis è un brillante capitano del Corpo più 'odiato' d'Italia: la Guardia di Finanza. D'origine pugliese, da poco trasferito a Ferrara, ama la buona cucina, cioè solo quella della sua terra, e odia l'agrodolce estense. Ha poco tempo libero e lo dedica tutto alla sua vera passione: la chitarra e lo stile blues del grande B.B. King, il suo idolo. È lui a scoprire, durante un'indagine di routine, il corpo di Montanari, l'antiquario dalla personalità ambigua, protetto da esponenti dell'alta borghesia ferrarese con cui aveva rapporti d'affari non sempre limpidi. Tra i molti segreti di questa vicenda, raccontata con calibrata maestria da Paolo Regina, il primo sta proprio nella vita dell'antiquario, coltissimo e misantropo, e nel suo insaziabile desiderio di collezionare opere d'arte proibite.


 Il giallo è un genere affascinante, che cattura il lettore legandolo fin da subito, fin dalle prime pagine. Proprio come l'esordio di Paolo Regina.

Protagonista è Gaetano De Nittis, trentaquattrenne e Commissario della Guardia di Finanza, di origine pugliese ma che svolge il suo lavoro a Ferrara da ormai un paio d'anni.

Incapace di mantenere una relazione seria, De Nittis soffre della sindrome della botola e, ogni volta che esce con una donna, non resiste all'impulso irrefrenabile di liberarsene, incapace di gestire l'idea di un rapporto serio e duraturo.

Ambientato nella splendida Ferrara, Paolo Regina ci introduce nel misterioso omicidio/suicidio dell'antiquario, settantaseienne e conosciuto come il più noto esperto e collezionista d'arte.

Il corpo viene ritrovato dallo stesso De Nittis e la notizia nel giro di mezza giornata si diffonde per tutta la città.

Lo stile dell'autore è studiato, ricercato, e questo ha fatto sì che divenissi parte integrante della vicenda.
Se avesse utilizzato un linguaggio semplice e scorrevole non avrebbe ottenuto lo stesso risultato, probabilmente.

Personaggi delineati accuratamente, prosa letteraria e ambientazione eccezionale rendono l'esordio di Paolo Regina un ottimo libro nel panorama letterario italiano. Da leggere assolutamente!



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