sabato 9 febbraio 2019

Recensione "Un maledetto lieto fine" di Bianca Marconero


Agnese ha diciannove anni, è la figlia di un senatore piuttosto influente e ha ricevuto un’educazione rigida. Le piace disegnare ma ha messo i sogni nel cassetto e si è iscritta a Giurisprudenza. Dopo la morte della madre, ha imparato a nascondere a tutti i suoi veri sentimenti ed è diventata la classica ragazza ricca, perfetta, composta e fredda, ma in realtà piena di insicurezze. Quando la sua incapacità di lasciarsi andare allontana il ragazzo di cui è innamorata da anni, Agnese capisce di avere bisogno di aiuto. Vorrebbe qualcuno che le insegni a essere meno impacciata e Brando, il suo fratellastro appena acquisito, sembra proprio la persona giusta. Lui lavora di notte, suona in una band, e cambia ragazza ogni sera. Peccato che il bacio che i due si scambiano per “prova” sia lontano anni luce da un esercizio senza conseguenze. Così le loro lezioni di seduzione ben presto diventano qualcosa di più… Brando saprà insegnare ad Agnese che la lezione più importante di tutte è abbandonarsi alle emozioni?

Ancora una volta mi ritrovo in una sindrome ancora sconosciuta che segue la lettura dei romanzi della Marconero. Sintomi: lacrime, occhi gonfi, occhiaie, malinconia. 
Ma andiamo per gradi. Perché, é vero che i suoi libri, e questo in particolare, sono un tornado di emozioni differenti. Occorre, però, spiegare il perché di tutto. 
Brando conquista. Più di ogni altro personaggio. Fa innamorare, spezza il cuore. 
Agnese è a tratti istigante per la sua immaturità, a volte tremendamente riflessiva. 
A fare da sfondo ci sono poi Mattia (e non aprirò parentesi su esseri con questo nome, né ora, né mai), Lucio (e se il suo nome lascia trapelare l'anima diabolica di Lucifero peggio di Rosso Malpelo un motivo ci sarà), Goffredo, senatore e padre di Agnese, marito, quasi possessivo, di Isabella, madre di Brando. Ad incorniciare il tutto una magica Roma, descritta come se si potesse passeggiare tra le pagine di questo libro. 
Si tratta di personaggi imperfetti, ma reali, veri. E non è cosa da poco. 
Lo stile, ormai, è un marchio di fabbrica impossibile da replicare, una garanzia, una sicurezza e una certezza in cui rifugiarsi. Rifugiatevi nei libri di Bianca Marconero in ogni momento, perché vi sentirete accolti a circondati dalla solita magia che solo lei riesce a trasmettermi. Nella peggiore delle ipotesi, come per questo libro, ci lasciate pure qualche lacrima. Forse qualcuna di troppo. Ma ne varrà la pena. 

5 stelle e più!


3 commenti:

  1. Stessa valutazione mia 5 stelle e più… Comunque se ti consola avevo la stessa sindrome: lacrime, occhi gonfi, occhiaie, malinconia

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