mercoledì 2 gennaio 2019

Recensione "Puntando alle stelle" di Sarina Bowen



Titolo: Puntando alle stelle

Autore: Sarina Bowen

Editore: Quixote Translation

Prezzo ebook: 3,99 euro

Serie: La serie Gravity #3



Per una notte, avevano avuto tutto.




La snowboarder professionista Stella Lazarus è da sempre innamorata del migliore amico di suo fratello, ma l’unica volta in cui ha provato a dimostrarglielo è stata rifiutata più in fretta di quanto ci si metta a dire “concorrente squalificato”.

Fino a una felice notte a Tahoe, quando Stella riesce ad avere il suo uomo. 

Ma è davvero così? La mattina dopo, Stella e Bear si svegliano con una notizia orribile, una di quelle che ti fanno correre a casa, in Vermont, direttamente tra le braccia dei sensi di colpa e degli obblighi familiari.

Per tutta la vita, Bryan “Bear” Barry si è attenuto a tre regole fondamentali: il suo amico Hank è destinato alla gloria, la sorella di Hank, Stella, è off-limits e lui sarebbe sempre stato in grado di gestire i percorsi tortuosi che la vita gli avrebbe messo davanti, ma nello spazio di due soli giorni tutte le sue convinzioni vanno in pezzi.

Bear non riesce a credere di aver commesso un simile passo falso con Stella e anche nel caso in cui il suo migliore amico non stesse giacendo a pezzi in un letto d’ospedale, le sue azioni sarebbero state comunque imperdonabili. Determinato a fare di meglio, si dedica alla guarigione del suo amico, rinunciando all’unica persona che abbia mai amato. E l’unica di cui abbia davvero bisogno.
Oggi sono qui per parlarvi dell’ultimo libro della trilogia di Sarina Bowen uscito il 16 Novembre 2018 grazie a Quixote Translations: Puntando alle stelle.
Dopo averli visti fare fuoco e fiamme nel libro precedente,è finalmente arrivata  la storia di Stella e Bear!

Vi ricordo che il libro fa parte di una trilogia composta da romanzi autoconclusivi ma con le storie dei personaggi collegate fra loro: nel primo abbiamo conosciuto Dane, campione di sci, e Willow; nel secondo è stata la volta di Hank Lazarus, campione di snowboard e amico di Dane, e Callie, la dottoressa che lo aiuta con la riabilitazione dopo una bruttissima caduta che lo ha reso paraplegico, nonché migliore amica di Willow. Ora è la volta della storia della sorella di Hank, Stella, e del migliore amico di suo fratello, Bear, altro campione di snowboard!

Vi consiglio di non procedere nella lettura se non avete letto il secondo romanzo.

Nonostante possa sembrare una trama e ritrita, vi assicuro che per me non è stato così. In questa storia c’è molto più di una ragazza da sempre innamorata del migliore amico di suo fratello: è anche una storia di amicizia, di fratellanza, di ambizioni, di perdita e di capacità di rialzarsi e di essere felici per coloro che ami. La Bowen è riuscita a farmi capire ogni singolo gesto dietro alle azioni dei protagonisti, al loro scappare, alla loro reticenza ed incapacità di comunicare e soprattutto dietro a quello che è il motore di tutto: le loro profonde insicurezze.

Il libro inizia con la loro splendida notte a Tahoe, che coincide cronologicamente con l’inizio del secondo libro. Quella notte a Stella sembra di toccare il cielo con un dito, ma si rivelerà invece terribile per la sua famiglia... ma questo, a differenza di quanto accade di solito nei romanzi, non la porta a inutili sensi di colpa e a voltare le spalle a se stessa e ai suoi sentimenti. 

Stella è una ragazza piena di vita, che ha vissuto una brutta esperienza da bambina e che cerca di vivere al massimo. Cresciuta all’ombra di un fratello che è una leggenda nello sport che entrambi amano e praticano, non si è mai sentita all’altezza e ha sempre dovuto lottare fino all’ultimo per farsi notare. I suoi genitori l’hanno sempre protetta e visto di cattivo occhio questa sua passione per uno sport così sfrenato e pericoloso. 
Ma nonostante il suo essere una ribelle e un po’ folle quando scende dalle discese, Stella ha un’unica grande debolezza da quando aveva 12 anni: Bear. Lo struggimento, il desiderio che lei prova quando lui entra nella stanza l’autrice riesce a trasmetterlo al 100%, tanto che mi sembrava quasi di essere lì. Dopo un primo umiliante rifiuto ricevuto circa 15 anni prima, Stella cerca di rifarsi una vita, ma il suo amore rimane sempre lì.
Lei è e rimane sempre innamorata di Bear, che risulta invece colui che ha bisogno di superare le sue insicurezze, che deve smettere di vergognarsi di se stesso e della propria vita e di mettersi sempre a confronto con gli altri.

Stella è anche una sorella devota, è l’altro migliore amico di suo fratello, con cui ha un rapporto alla pari. Hank anche in questo dimostra quanto è meraviglioso e unico: lui rispetta sua sorella e le sue scelte sempre, in montagna e nella vita, la tratta alla pari, crede in lei, gioisce per i suoi traguardi senza mai essere invidioso nonostante sia costretto a guardarla non più dall’alto della montagna su uno snowboard ma da una sedia a rotelle.

Bear è un ragazzo che definirei semplicemente adorabile. È l’amico “povero” del ricchissimo Hank, il suo vicino di casa, il figlio dell’elettricista del padre di Hank, la cui mamma è andata via per non tornare mai più, mentre il padre non è mai stato in grado di appoggiarlo e di spronarlo. Niente è in grado di renderlo orgoglioso, nemmeno essere uno dei più grandi campioni di snowboard, sport che ha scoperto e imparato grazie al suo perfetto amico Hank. Da quando hanno 12 anni i due sono inseparabili ma il divario fra le due famiglie, l’essere sempre aiutato da loro, pesa moltissimo a Bear.
Il fatto è che Hank anche in questo romanzo si rivela essere una persona d’oro. È colui che non puoi invidiare perché è così generoso, comprensivo e legato a Bear da rendere impossibile odiarlo e la loro amicizia è un aspetto che mi ha intenerita per tutto il tempo, il loro è un legame fortissimo che permea tutto il libro.
Tuttavia Bear sente dal profondo questo divario, soprattutto ora che si trova in forti ristrettezze economiche e vive nella convinzione di doversi relegare in un angolo perché la scena è dei Lazarus e lui deve solo cercare di aiutarli quando hanno bisogno di lui. 

Hank: “Neanche lontanamente quanto tu sei stato buono con me, non credo che avrei superato l’anno che ho passato senza il tuo aiuto. Sai, mi sono sentito come se il mondo intero si fosse dimenticato di me, ma non tu, perché sapevo che, a un certo punto della giornata, avrei sentito le ruote della tua macchina nel mio vialetto, che avresti bussato alla mia porta e mi avresti presentato il conto. E questo ciò che mi ha fatto andare avanti per un po’, fino a quando non ho superato l’ostacolo. Magari avrei dovuto dirtelo prima, okay? Ma io noto queste stronzate. Quindi grazie.”

Ovviamente non c’è nulla di più sbagliato di questa conclusione e dopo un lungo percorso forse anche lui se ne renderà conto. Il fatto è che la Bowen è riuscita raccontando una serie di episodi e circostanze a concretizzare questa convinzione di Bear, non rendendola una sua mera congettura e dando quindi credibilità a tutto il romanzo.

“Okay” rispose Stella, rilassandosi contro il suo petto. “Bear?” “Dimmi” “facciamo schifo a pianificare le nostre vite”. Lui ridacchió tra i suoi capelli. “Ma siamo bravi in tantissime altre cose.” Le diede un pizzicotto sul sedere. “E non siamo mai noiosi.”

Il mio obiettivo con questa recensione e quello di far capire, come ho detto all’inizio, che c’è molto di più della solita ragazzina innamorata dell’amico del fratello. Qui ci sono sentimenti così vari è così profondi che mi hanno toccato nel profondo. Questo ha però messo un po’ in secondo piano, soprattutto verso la metà del libro, la storia d’amore di Bear e Stella, che nel finale viene risolta un po’ troppo velocemente secondo me, mi sarebbe piaciuto vederli di più insieme.
Comunque è un libro che mi ha coinvolta e fatto sospirare più volte. È raro trovare personaggi così, con le qualità che vorresti trovare nelle persone che ti circondano nella realtà. Di sicuro non li dimenticherò tanto presto!
Alla prossima!



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