giovedì 9 maggio 2019

Review party "Due cuori in affitto" di Felicia Kingsley


 Summer ha ventisette anni ed è californiana. Blake ne ha quasi trentatré ed è un vero newyorkese. Lei aspira a diventare una sceneggiatrice di successo, ma per ora è solo assistente del direttore di produzione di una serie tv. Lui è uno scrittore da svariati milioni di copie e i suoi bestseller sono sempre nella classifica dei libri più venduti. Summer è fidanzata con un uomo molto più grande di lei, mentre Blake è single per vocazione. Lei è una persona ordinata, precisa e mattiniera, fa yoga e beve tè verde; lui fa colazione con un Bloody Mary e due sigarette, vive nel caos e non si sveglia mai prima delle due del pomeriggio. Summer e Blake non hanno proprio niente in comune, a parte una casa delle vacanze negli Hamptons, che per un mancato passaggio di informazioni è stata affittata a entrambi. Qualcuno se ne deve andare, ma tutti e due hanno ottime ragioni per restare. E le ragioni potrebbero aumentare con il passare dei giorni…

«Niente, a parte che per colpa di quel maledetto rosso tutte le donne si aspettano delle dichiarazioni d’amore zuccherose tipo “Sei perfetta così come sei… Ti amerò fino a settant’anni” e ciarpame del genere! Le donne adorano illudersi, e lui, da consapevole ipocrita quale è, se ne approfitta, blandendole con la sua facile retorica dei sentimenti a buon mercato. La sua non è musica, è circonvenzione d’incapace».

È uscito da pochi giorni l'ultimo libro di Felicia Kingsley e io posso, finalmente, parlarvene.

Ecco, credo di essere affetta dalla Kingsley mania. Ho letto questo libro tutto d'un fiato, come mi era già successo con Cenerentola. E ne sono rimasta totalmente affascinata, ammaliata, rapita.

Mi è capitato di innamorarmi di Blake, della sua aria presuntuosa e piena di sé, della sua personalità di "scrittore maledetto", un po' Bukowski e un po' Hemingway.

Felicia Kingsley è un po' come lui. Sa usare le parole giuste. E lo fa con uno stile ricercato, anche senza darlo a vedere. Solo i suoi fedeli lettori se ne renderanno conto, perché lo sa fare benissimo e con maestria.

I suoi libri somigliano ai più bei film cult di tutti i tempi, come Pretty Woman o Dirty Dancing. Le scene descritte sembrano comparire con quei colori poco nitidi, versione anni '80, alcuni '90, dinanzi ai nostri occhi.

È eccezionale anche la tecnica del "libro nel libro", in cui la Kingsley ci rivela la sua cura minuziosa per i dettagli.
Niente è affidato al non detto. Si prende cura del lettore, lo vizia, lo coccola, trasportandolo al di là dell'oceano, tra Central Park e l'Upper East Siders (e qui parte il riferimento a Gossip Girl).
Crea atmosfere magiche.
Semplicemente geniale.






1 commento:

  1. Sai che anche se non sono un'amante del genere, questo mi ispira un po'.

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