martedì 2 luglio 2019

Recensione "Cari Mora" di Thomas Harris



Venticinque milioni di dollari in lingotti d’oro appartenuti a Pablo Escobar sono sepolti in una grande e misteriosa villa nella baia di Miami Beach. Il bottino fa gola a molti, gente senza scrupoli che tiene d’occhio la casa. Primo tra tutti Hans-Peter Schneider, un uomo perverso e pericoloso che vive delle fantasie malate di altri uomini ricchi.
Cari Mora è una ragazza colombiana di venticinque anni con un passato drammatico, scampata alla violenza del suo paese. È l’unica persona ad aver accettato di fare la custode di quella villa; la sola a non temere le voci inquietanti che circolano su quel luogo. Bella e coraggiosa, è la preda perfetta per Hans-Peter, che nel frattempo ha affittato la villa per cercare di mettere le mani sul tesoro di Escobar. E sulla ragazza.
Ma Cari Mora ha doti sorprendenti, un’intelligenza fuori dal comune e innanzitutto è una sopravvissuta.
Nessuno scrittore contemporaneo è mai riuscito a evocare nei lettori in modo tanto vivido e terrificante quei mostri annidati nelle crepe sottili che si creano tra il desiderio dell’uomo e la sopravvivenza della donna.
Cari Mora, sesto romanzo di Thomas Harris, segna il grande ritorno del maestro americano.

È la prima volta che leggo un libro del celebre Thomas Harris, ad essere onesti.

Le aspettative create erano immense, e l'entusiasmo per l'inizio del libro è sparito dopo qualche pagina.

Cari Mora dà il nome all'ultimo libro dell'autore di "Il silenzio degli innocenti".
Il suo vero nome è Caridad, è una ragazza colombiana di venticinque anni che si divide tra piccoli lavoretti e la gestione di una casa appartenuta a Pablo Escobar.

Nonostante la storia promettesse tanto, si fa fatica a concluderne la lettura. Inizio lento, ho avuto difficoltà a rimanere "attaccata" alla storia.

Ci si perde facilmente e mi sono ritrovata spesso a leggere gli stessi passaggi.
Nonostante il mio amore per i thriller, non sono riuscita ad entrare completamente in questa storia, rivelatasi a tratti deludente.
Spero di leggere altro di questo autore e, magari, cambiare idea. 




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