BlogTour "Il segreto delle gemelle" di Elisabetta Gnone
Con il termine fata si intendono due concetti diversi: si possono infatti chiamare genericamente sotto questo nome tutti gli abitanti del mondo magico, o con esso si possono indicare solo un gruppo particolare di esseri magici, composto da creature di sesso femminile in grado di fare magie. Le fate, infatti, sono solitamente rappresentate come fanciulle, anche se alcune di loro possono essere di sesso maschile, soprattutto all’interno del folklore irlandese.
Si distinguono le fate di grandezza umana, che possiedono un proprio corteo e generalmente sono più esperte nel fare incantesimi, e le fate minuscole che sono dotate di ali e che prendono per questo il nome di fatine. Entrambe sono caratterizzate da un aspetto avvenente e allo stesso tempo alquanto insolito: le fate, secondo l’iconografia internazionale, possono avere le orecchie appuntite, lunghe dita sottili, e possono vestirsi con petali di fiori oppure foglie, o ancora utilizzare dei fiori come cappello o come guanti. Possono inoltre essere circondate da una luce particolare, cosa che rende le piccole fatine volanti simili a lucciole.
Le streghe sono invece particolari tipi di fate di indole unicamente malvagia e dalle fattezze principalmente femminili, anche se esiste la parola maschile “stregone” (in inglese “Sorcerer”, dal francese “sorcière” con cui si indica la strega) per designare un uomo dotato della stessa indole e capace di fare incantesimi. A differenza delle fate, le streghe sono sempre di dimensioni umane, dall’aspetto orribile e tendono a vivere solitarie, salvo alcune eccezioni. Le streghe, come tutti gli esseri del mondo magico, venivano anticamente considerate creature infernali, ma erano più di altre legate al demonio, che evocavano durante strane cerimonie notturne. Oggi, nonostante le antiche credenze, col termine “strega” si intende una qualsiasi donna in grado di fare incantesimi, sia essa buona o cattiva, brutta o bella. A differenza delle fate, che vivono nascoste in un proprio regno, le streghe venivano credute rifugiarsi all’interno della normale popolazione e per questo andavano uccise per evitare che potessero nuocere ai mortali. Chi veniva sospettato di stregoneria veniva solitamente bruciato sul rogo, affinché non restasse traccia del corpo, che poteva tornare in vita attraverso un incantesimo.








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