domenica 25 febbraio 2018

Recensione "Chiamami col tuo nome" di André Aciman

Buongiorno, lettori, e buona domenica!
Oggi vorrei parlarvi di un romanzo che mi ha letteralmente sconvolto l'esistenza. Sì, perché oltre a tenermi incollata alle pagine, questo libro mi ha regalato ore di feelings meravigliosi❤

Titolo: Chiamami col tuo nome
Autore: André Aciman
Editore: Guanda
Prezzo: €8,99 (ebook), €14,95 (cartaceo)
Vent'anni fa, un'estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno "l'ospite dell'estate, l'ennesima scocciatura": uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all'estasi. "Chiamami col tuo nome" è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che "questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta".

Ragazzi, io non so davvero da dove cominciare. Chiamami col tuo nome mi ha sconvolto dall'inizio alla fine. I personaggi sono così autentici che quasi spaventano. Per tutta la durata del libro ho provato emozioni contrastanti. Oltre al solito "Non vorrei mai finirlo MA NON VEDO L'ORA DI FINIRLO" (capslock=urla per i troppi feelings), mi sentivo anche felice e allo stesso tempo infinitamente triste. Non è un segreto, infatti, la fine della storia, se ne parla già nelle prime pagine.
La narrazione è in prima persona. Il protagonista è Elio, un diciassettenne straordinariamente colto - d'altronde è figlio di un accademico. Oliver, invece, è un giovane americano, in Italia per lavorare alla sua tesi.
La prima cosa che ho adorato è proprio il fatto che la storia è disseminata di riferimenti e citazioni letterarie, storiche, musicali... Era sempre una gioia infinita leggere i loro discorsi impregnati di cultura. Flirtavano a colpi di citazioni letterarie, come potevo non amarli?😍
Comunque, i due passano il loro tempo tra studio, letture, passeggiate in bici e presentazioni di libri. Elio ci dice che è rimasto affascinato da Oliver fin dal primo momento che l'ha visto scendere dal taxi con la camicia svolazzante (Svolazzina
😍) e il cappello di paglia. Ma poi iniziano a parlare e a condividere molto della loro straordinaria cultura, ed è lì che si entra nel vivo delle loro dinamiche. E' chiara fin da subito la loro attrazione travolgente, ma la forza della storia sta proprio nel gioco di sguardi e frecciatine che si lanciano per settimane. Fino al punto di non ritorno. 
È un romanzo d'amore? Non credo. Un romanzo di formazione? Forse, ma non mi convince nemmeno questo. Il fatto è che questo libro è qualcosa di più. Di più grande, di più significativo, di più aperto. Parla di una relazione, certo, ma è una relazione che va al di là degli stereotipi della letteratura LGBT e romance - il coming out, la prima volta... È una relazione tra due persone, ma anche tra due sé. Il sé prima di Oliver e quello dopo di lui. Elio non fa altro che riflettere su questo: "Tu sei me stesso", "Oliver era e sarebbe rimasto per sempre me stesso", "Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio". L'ho trovato disarmante - in senso buono. Questa consapevolezza di Elio era quasi sconvolgente. Ecco come mi sento di definirlo: un romanzo sull'essere umano. L'essere umano nella sua totalità, fatto di carne, intelletto, anima e commozione. Elio e Oliver sono raccontati così, come due esseri umani alla ricerca di se stessi nell'altro, con un pizzico di erotismo che però non risulta affatto volgare. Tutto merito dell'acume e del talento di Aciman, che riesce a raccontarci una storia così intensa con uno stile poetico e allo stesso tempo immediato, diretto al punto giusto.
Insomma, vi consiglio caldamente di leggerlo. Davvero. Non ve ne pentirete! Chiamami col tuo nome ha tutto ciò che ci si aspetta da un grande romanzo, riflessioni, sentimenti, poesia, cultura. Vi farà mettere in discussione voi stessi, e penso che sia una cosa meravigliosa





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