giovedì 5 aprile 2018

Coffee Time with...Anna Nicoletto

Cari lettori, oggi abbiamo avuto la possibilità di intervistare Anna Nicoletto. Il caffè a Tempo di Libri non lo abbiamo preso però, per la solita puntualità della sottoscritta.
Grazie Anna per la disponibilità!

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Ciao Asia e grazie per l’ospitalità! Ho sempre amato leggere e la passione per la scrittura nasce proprio dalla lettura: da piccola saccheggiavo la biblioteca del paese e da adolescente mi rintanavo negli ultimi banchi della classe a scrivere di nascosto… da lì poi la strada è stata (ed è ancora) lunga, ma la passione c’era già allora!

Per ogni autrice i libri sono come figli, e non voglio chiederti quale tra i tuoi libri sia il tuo preferito, ma a quale sei maggiormente legata rispetto agli altri?

Sono legata un po’ a tutti, per motivi diversi. Gli effetti collaterali delle fiabe mi ha portato una sorpresa dietro l’altra, Gli effetti collaterali dell’amore ha avuto una stesura travagliata e sofferta che mi ha fatto sentire visceralmente i due personaggi, Vicini è stata una scommessa che ho voluto lanciare a me stessa, perché Will e Jess probabilmente sono i personaggi più particolari di cui ho scritto.

Descrivi Vicini in 5 aggettivi.

A fuoco lento, tagliente, romantico, Will, Will, Will (ma come, Will non è un aggettivo?)

Gli effetti collaterali delle fiabe nasce come autopubblicato. Viene poi scoperto da Piemme, che lo pubblica. Qual è stata la tua reazione quando hai scoperto che Piemme voleva pubblicarlo?

Quando è arrivata la famosa chiamata è stata una bella soddisfazione, ero elettrizzata e incuriosita di vedere come sarebbe andata. Amo la libertà del self ma allo stesso tempo credo che fare un’esperienza con una casa editrice seria sia stato molto utile.

Quali sono i tuoi progetti letterari? C’è un personaggio di cui stai già scrivendo che noi già conosciamo?

Di progetti ne ho tanti, troppi! Si moltiplicano spontaneamente!
Delle serie “Effetti collaterali” mancano ancora due volumi, autoconclusivi e leggibili da soli. Uno è su Tommaso, un bellissimo artista squattrinato reduce da una cocente delusione d’amore dopo che il suo matrimonio si è concluso con uno spiacevole divorzio. L’altro su Sabrina e Pietro, due migliori amici, uno dei due è innamorato non ricambiato dell’altro… questa sarà una riscrittura completa della mia prima novella pubblicata.
A San Francisco, invece, l’assistente universitario con più appuntamenti occasionali della combriccola sta cercando da dieci anni di conquistare la sua “amica” Casey, l’unica che giustamente lo tiene a distanza, ma quanto potrà ancora resistere?
E, siccome le storie in attesa erano troppo poche, ho già in mente un altro romanzo autoconclusivo, tutto nuovo. ;)


Grazie Anna! 


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