sabato 16 settembre 2017

Recensione "La gemella sbagliata" di Ann Morgan




Titolo: La gemella sbagliata
Autore: Ann Morgan
Editore: Piemme
Pagine: 396
Prezzo: Cartaceo 19.50€, e-book 9.99€



Hai mai avuto paura di restare intrappolata nella vita di un'altra?
Helen ed Ellie sono gemelle. Identiche. Almeno così le vedono gli altri. Ma le due bambine sanno che non è così: Helen è la leader, Ellie la spalla. Helen decide, Ellie obbedisce. Helen pretende, Ellie accetta. Helen inventa i giochi, Ellie partecipa. Finché Helen ne inventa uno un po' troppo pericoloso: scambiarsi le parti. Solo per un giorno. Dai vestiti alla pettinatura ai modi di fare. Ed ecco che Ellie, con la treccia di Helen, comincia a spadroneggiare, mentre Helen si finge la sottomessa e spaventata Ellie. È divertente, le due bambine ridono da matte. Ci cascano tutti, perfino la mamma. Ma, alla sera, quando il gioco dovrebbe essere finito, e Helen pretende di tornare a essere se stessa, Ellie per la prima volta dice di no. Ormai è lei la leader. E non tornerà indietro. Da questo momento, per la vera Helen comincia l'incubo...
Un capolavoro di suspense e inquietudine, che riesce a raccontare in modo straordinario la discesa agli inferi della protagonista, nonché la facilità con cui si possono manipolare le persone e distorcere la realtà. Perché non tutto è come sembra, anche nelle migliori famiglie, e in quella di Helen ed Ellie ci sono molti più segreti di quanti le bambine stesse possano immaginare. Al punto che un gioco innocente, forse, non è mai stato solo un gioco.
Una lettura tesa e avvincente, che vi farà girare le pagine vorticosamente, e che fa di Ann Morgan una delle voci più sorprendenti del thriller psicologico.
Quando inizi il romanzo è facile pensare che Helen sia la gemella cattiva e che Ellie sia in qualche modo la vittima della situazione, ma quando poi, per gioco, le sorelle si scambiano i ruoli ed Ellie si rifiuta di tornare a rivestire il suo ruolo, condannando Helen a perdere completamente la sua identità per il resto della vita, bisogna ritornare sui propri passi e capire che, alla fine, non c'è nessuno di "giusto" in questa storia. Non lo è la madre, che non si accorge del "gioco" e lascia andare una delle due figlie alla deriva, sacrificandola pur di non aprire gli occhi; non lo sono i personaggi di contorno, che non riescono ad avvicinarsi mai per davvero alle due ragazze; non lo è Ellie, che preferisce ferire segnando per sempre la gemella anziché affrontarla; non lo è Helen, che anziché lottare decide di lasciarsi andare, quando forse semplicemente cambiare atteggiamento con Ellie avrebbe potuto risistemare le cose.
La gemella sbagliata di Ann Morgan è un romanzo che si caratterizza sin da subito per una puntuale introspezione psicologica di Helen, in un limbo tra passato e presente, che si cosparge di identità che si sovrappongono l'una all'altra.
Particolarissima la narrazione: i capitoli che sono ambientati nel passato, quando le due gemelle sono ancora piccole e innestano questo maledetto gioco, sono narrati al presente; quelli che invece si svolgono nel presente, con Helen che ha cambiato vita mille volte e che deve decidere se riaffrontare Ellie e la sua famiglia dopo tutto ciò a cui l'hanno condannata, hanno i tempi verbali del passato. 
Questo continuo stacco temporale non dà sempre continuità al testo e spesso non facilita la lettura; non si può parlare di un thriller dai mirabolanti colpi di scena che suscita il page turning, in quanto gli eventi sono in realtà abbastanza statici e il loro punto di forza è semplicemente l'analisi psicologica e lo sviluppo che ogni piccolo dettaglio può portare nella mente  di una persona - e, ancora di più, di una bambina.
Interessante quindi lo sviluppo di una personalità bipolare che si riconosce senza problemi, quando Helen diventa Ellie ed Ellie diventa Helen, ma la vena thriller si perde sin dalle prime pagine, rendendo il romanzo un po' troppo lungo e ripetitivo.
Perciò lo consiglio non tanto a chi ama il thriller, quanto a chi è interessato a un approfondimento della mente umana, dei traumi e dei ragionamenti che possono portare in un limbo di autodistruzione.
Voto: 3/5.



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