mercoledì 8 novembre 2017

Recensione "Dream Hunters: Il ponte illusorio" di Myriam Benothman

Autore: Myriam Benothman
Editore: Astro Edizioni
Genere: Fantasy

Cosa faresti, se potessi incontrare il tuo amore solo in sogno?
Sophie ha 17 anni e vive a Parigi. In apparenza una ragazza come tante, finché non si imbatte in un antico libro di favole ed è vittima di un’allucinazione. Hanno così inizio i suoi sogni vividi e surreali, nei quali si innamora di Alexander, principe seducente e inafferrabile. Due mondi – uno reale, uno incantato – così legati, eppure irraggiungibili... A metà tra sonno e realtà, Sophie dovrà fare i conti con sé stessa e con un amore avventuroso e proibito.

Finalista del Premio Cittadella 2017 per il miglior Fantasy dell'anno, “Il ponte illusorio” è il primo volume della trilogia “Dream Hunters”.

Una favola moderna adatta a tutte le età, che trascina il lettore in un sogno a occhi aperti, riportando a galla le emozioni del primo amore.
Devo ammettere che avevo aspettative piuttosto alte riguardo a questo romanzo. Ne ho sentito parlare benissimo, ho seguito l'infinita pubblicità che gli è stata fatta e mi aveva incuriosito tantissimo. Superate le prime pagine, però, mi sono sorpresa ad attendere una magia che non voleva arrivare. Ci tengo a precisare che trovo l'idea assolutamente geniale e mi è piaciuta tantissimo la parte relativa alle varie fiabe, il fatto che Sophie riesce a cambiarne il corso e - così facendo - anche il mondo reale. Insomma, la storia ha veramente del potenziale, però penso che si sarebbe potuta sviluppare meglio. Purtroppo ho trovato alcune parti molto confusionarie, discorsi a volte sconclusionati, dialoghi in cui era impossibile capire quale personaggio prendeva la parola. Lo sfondo fantasy, inoltre, è veramente solo uno sfondo. Il tema centrale è la storia di Alexander e Sophie, e, nonostante il mio spirito inguaribilmente romantico, sentivo che mancava qualcosa di fondamentale a legarmi a loro.
Geniale anche la figura di Alexander, principe che di principesco ha solo i modi impeccabili. Ho apprezzato moltissimo la sua totale distanza da Filippo, ad esempio, classico principe fiabesco, che non fa domande e non chiede risposte. Filippo si fa trascinare dalla marea di eventi che gli piombano addosso ed è solo grazie a Sophie e ad Axel che riesce a salvare la sua principessa. Il mondo ha bisogno di più eroine, quindi approvo questa scelta narrativa!
Quindi, dicevo, Alexander appare molto moderno nel suo atteggiamento ironico e scostante e - sopra ogni cosa - dubbioso. Un principe che mette in discussione il lieto fine, l'amore a prima vista, praticamente ogni cliché fiabesco? Ripeto: geniale! Brava Myriam!

Dunque, complessivamente non mi è affatto pesata la lettura di Dream Hunters, lo stile è scorrevole e molto piacevole, l'ho divorato! Però avrei davvero voluto scoprire qualcosa di più approfondito sulla storia di Sophie e della mamma, e magari un finale leggermente più lungo per prolungare l'ansia e l'agonia che - lo so, non è normale - adoro provare quando si arriva alla battaglia finale! Vi chiedete se sono sadica? La risposta è sì.
Insomma, con la speranza di avere qualche risposta in più nei prossimi libri della saga, vi lascio alla lettura di questo primo romanzo, augurandovi di sognare come ho sognato io❤



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