giovedì 2 novembre 2017

RECENSIONE A "IL PICCOLO NEGOZIO DELLA FELICITÀ HYGGE".


Autrice: Rosie Blake.
Editore: Newton Compton Editori.
Data uscita: 2 novembre 2017.
Prezzo ebook: 4,99 euro – cartaceo: 10,00 euro.
N. pagine: 254.

Sinossi: L'hygge mania diventa un imperdibile romanzo

È autunno nella cittadina di Yulethorpe, e una pioggerella gelata scende da giorni. A rendere ancora più tristi gli animi arriva la notizia che l’ultima bottega del centro, l’adorabile negozietto di giocattoli della signora Louisa, sta per chiudere i battenti. Per Yulethorpe sarà un inverno più gelido del solito, ma la speranza ha il volto di un angelo biondo di nome Clara Kristensen. In paese per una vacanza, la ragazza è il ritratto della salute e della felicità. In lei tutto è hygge, come dicono i danesi: è allegra, solare, con un senso profondo della famiglia, ama le candele profumate, i bambini, i cani e i libri. Clara si rimbocca le maniche e rivoluziona il negozio, trasformandolo in un luogo magico e accogliente. In mezzo all’entusiasmo che ha contagiato grandi e piccini, però, salta fuori Joe. È il figlio della proprietaria, un tipo tutto business, sposato con il suo smartphone, e teme che quella di Clara sia una manovra per mettere le mani sugli affari della madre. Del resto, nessuno si darebbe tanto da fare solo per restituire il sorriso ai bambini, no? Tra esilaranti malintesi e scontri all’ultimo fendente, riuscirà Clara, con i suoi occhi azzurri e i modi scandinavi, a convincere lo scostante e ruvido Joe che il segreto della felicità non è il denaro?

L’hygge è la ricetta per la felicità: prepara una cioccolata calda, ritagliati uno spazio tutto per te e goditi la lettura!

Il romanzo romantico e divertente sulla hygge mania

Hanno scritto dei romanzi di Rosie Blake:

«Divertente e ben scritto.»
Heat

«Semplicemente stupendo.»
Fabulous magazine

«Un romanzo che scalda e mette allegria.»
Hello


Recensione: Devo ammettere di non essere una persona molto social e per questo mi era sfuggita la parola “hygge”, che ho scoperto essere una delle parole più di tendenza dell’anno, tanto da essere stata inserita nell’Oxford Dictionary tra le parole dell’anno, prima addirittura della parola “Brexit”. Mi sono dovuta quindi documentare, perché se è vero che non sono particolarmente social, curiosa lo sono fin troppo, ed è così che la hygge mania ha acquistato una forma anche nella mia mente. Cos’è l’hygge? Secondo Clara, la protagonista di questo romanzo, hygge è una parola danese che non trova traduzione in altre lingue, ma è legata a tutto quello che ha il sapore dell’intimo, della rilassatezza, del ritorno agli affetti, della capacità di godere delle cose semplici, come una cena preparata in casa, un’atmosfera a lume di candela, la lettura di un buon libro, una borsa calda sotto le coperte d’inverno, lo scoppiettio del fuoco nel caminetto.
Già questa descrizione mi ha aiutata a capire perché l’hygge sia tanto di moda (basti pensare all’Inghilterra, che dopo la Brexit, sembra desiderare un ritorno alla privata e ritirata, quasi volesse chiamarsi fuori dai problemi del mondo). La verità è che l’hygge proviene da uno di quei paesi, la Danimarca, che hanno un sistema di welfare molto forte e questo fa sì che i danesi non debbano preoccuparsi delle loro necessità di base, che trovano risposte adeguate dallo Stato, e possono quindi dedicare il loro tempo ad altre attività. La stessa Clara dice che in Danimarca le gante lavora ventiquattro ore a settimana, fate voi il conto.
Perché questo lungo cappello? Semplice, solo per chiarire che in questo romanzo, in fondo, il concetto hygge non c’entra, o meglio, c’entra fino a un certo punto. Questa è la storia di Clara, una ragazza danese che arriva in un piccolo paesino inglese che sta perdendo vitalità, si sta ingrigendo. Forse il caso, forse qualcosa di più, spinge la nostra protagonista a rimanere, pur non avendolo programmato, e a custodire l’appartamento e il negozio di giocattoli di Louise, una delle donne più eccentriche che io abbia mai incontrato, la quale si trova immersa in una crisi che la indurrà ad allontanarsi per godersi un lungo periodo di vacanza. Clara si affeziona, Clara ci tiene, Clara ci investe. Si affeziona alle persone, ai bambini, tiene al suo nuovo lavoro, lo cura, investe in idee, fatica, creatività. Clara aggiunge del suo e lo fa così bene da riportare la luce e la vita in un posto che stava morendo, ma lo fa in un modo così semplice che Joe, il figlio super impegnato e schiavo del suo lavoro nella City, inizia a sospettare di lei.
Il rapporto tra Clara e Joe inizia già complicato, loro sono agli antipodi, ma mentre lei prova a hyggetizzare lui, lui cerca di sabotare lei con la scusa di avere a cuore gli interessi di sua madre. Possono due persone tanto diverse trovare un punto di incontro? Ma sono veramente così tanto diverse?
Lo scoprirete leggendo, scoprendo le loro storie, il loro passato, le loro aspirazioni. Tra schermaglie, mal di testa, candele accese, piccole attenzioni, qualche gelosia, sboccerà un amore nuovo, vero. Ed ecco perché l’hygge in fondo non c’entra, perché Clara non è felice perché è hyggeling, non lo è finché non scoprirà quale sarà il posto da chiamare di nuovo casa e quel posto è, inevitabilmente, dove c’è l’amore.
Bravissima Rosie Blake per aver intrecciato una trama non scontata, piena di sentimento, sincera, con personaggi veri, anche se un po’ particolari, persone alle quali si fa fatica a non affezionarsi. Alla fine ha ragione Lady CaCa: «Tu non puoi reggere la verità».
Buona lettura a tutti!


Voto: 4/5.




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