martedì 17 luglio 2018

Recensione "Tu che sei di me la miglior parte" di Enrico Brizzi



Titolo: Tu che di me sei la miglior parte
Autore: Enrico Brizzi
Editore: Mondadori
Data d’uscita: 29 Maggio 2018
N. pagine: 543
Prezzo e-book: 9,90
Prezzo cartaceo: 17,00
Link d’acquisto: Tu che di me sei la miglior parte





Questo non è solo un'eccezionale panoramica dell'Italia anni Ottanta e Novanta rischiarata dalla prodigiosa memoria mitopoietica dell'autore, ma s'impone come un maestoso, ironico e commovente romanzo di formazione.

Bologna, anni Ottanta: Tommy Bandiera, orfano di padre, cresce con la mamma Alice e la famiglia di lei. I racconti dell'avventuroso zio Ianez, i giochi condivisi con gli amici Athos e Selva fra cortile e parrocchia, e le prime, timide, relazioni con le coetanee scandiscono le tappe della sua crescita sino alla sconvolgente apparizione del vero amore. L'impareggiabile Ester, però, fa battere il cuore anche al nuovo arrivato Raul, che di Tommy diventerà la guida e la nemesi, il modello irraggiungibile e il "peggiore amico" capace di scortarlo attraverso le prove iniziatiche tutt'altro che innocenti dell'adolescenza. L'asimmetrico triangolo che li lega negli anni delle scuole superiori prenderà via via i colori di una tenera educazione sentimentale e di una conturbante lotta per trovare il proprio posto nel mondo; la meraviglia e la fatica del diventare grandi li metteranno di fronte a scelte non scontate e passi senza ritorno, tradimenti che li sprofonderanno nell'abisso della disperazione e inattese prove di lealtà capaci di riaccendere la fiducia, sino alla grande, incancellabile, avventura che vedrà i tre ragazzi protagonisti nell'estate dei diciott'anni. Tu che sei di me la miglior parte non è solo un'eccezionale panoramica dell'Italia anni Ottanta e Novanta rischiarata dalla prodigiosa memoria mitopoietica dell'autore – ci sono le musicassette TDK e le festicciole delle medie, lo zaino Invicta e la Vespa, i concerti scolastici e le risse sulle gradinate degli stadi – ma s'impone come un maestoso, ironico e commovente romanzo di formazione, delicato come il fortunatissimo Jack Frusciante è uscito dal gruppo e potente quanto lo sperimentale Bastogne ; i ragazzi protagonisti sono chiamati a fare i conti con l'amicizia e l'amore, la rabbia e la speranza, la scoperta del sesso e la tentazione delle sostanze proibite, la lontananza degli adulti e l'urgenza d'incamminarsi in prima persona verso un avvenire da conquistare un giorno alla volta.





Quest’ultimo romanzo di Brizzi ci catapulta nella realtà Bolognese anni novanta e vede come protagonisti un gruppetto di amici: Tommaso Bandiera, Raul Germano, Ester Bonsignori, Salvo detto “il biondino” e Athos detto “Mezzosangue”. 
Tommy, orfano di padre, lo vediamo crescere e mutare continuamente pensiero, entrando sempre più in conflitto con la madre, incolpandola per aver soppiantato così velocemente il padre con uno sconosciuto qualsiasi; Ester è la ragazza alternativa e diversa che ruberà il cuore a Tommy già da bambina, una sera qualunque in quel cinema affollato; Raul, il “peggior amico” di Tommy, spirito guida che lo catturerà in un vero e proprio limbo di incertezze e ribellioni.Vedremo ognuno di loro sopravvivere ai bestiali anni delle medie (il bunker, cosí lo chiamano), arrivando ad affrontare il quinquennio delle scuole superiori.
Ancora una volta Brizzi, con la sua penna, ci riporta indietro negli anni, in una Bologna di fine anni ’80/ inizio ’90: una città frenetica e protagonista di attentati, pestaggi e risse, spaccio di droghe nuove come Ecstasy e Marijuana, laddove “Per i ragazzi sembrava tutto facile, anche morire.”
Devo ammettere che, nonostante il libro mi abbia lasciato una buonissima impressione, ci sono state alcune cose che non ho apprezzato a pieno. In linea generica, non sono riuscita ad entrare in sintonia con nessuno dei personaggi. Il protagonista, ad esempio, non l’ho digerito in moltissime parti del romanzo. Non mi è piaciuto il suo comportamento egoistico e strafottente, in cui tutto sembra ruotare solo intorno a lui. Le uniche volte che riesce ad estrapolare pensieri sensati è solo quando parla del suo amore per Ester. Per il resto, sembra guidato solo da un senso di autocommiserazione, rabbia ed egocentrismo.
Al contrario, il personaggio che ho apprezzato maggiormente è proprio quello di Ester. Sembra l’unica, in mezzo a quella bolgia che riesca a fare ragionamenti maturi, rivelandosi un'adolescente fragile e saggia. 
Nel contesto, lo giudico un vero e proprio romanzo di formazione rivolto a chi vuole avvicinarsi e riscoprire temi delicati e importanti, come appunto quello dell'adolescenza. 


Adesso ero io, nelle fasi del pomeriggio consacrate ai compiti, a mettere in azione il giradischi per far risuonare in casa di Nonna i dischi di Battisti e Guccini, Viva l'Italia di De Gregori, Sgt. Pepper's dei Beatles, le chitarre spaziali dei Byrds, Hotel California e la furia iconoclasta degli Who.
Una delle mie preferite era la canzone di Battiato, che suonava come una chiamata alle armi destinata a un'ardita minoranza. 
 «Up patriots to arms» canticchiavo rispettoso insieme al maestro. «Anga sgevù!» Quelle sillabe ermetiche non si lasciavano penetrare, ma avevano il potere di elettrizzarmi. Dovevano essere il motto della società segreta dei patrioti, il messaggio in codice che invitava all'insurrezione, il "Viva Verdi!" rivolto a noi ragazzi del 1987





 + 1/2







Scrittore italiano, Enrico Brizzi è figlio di un professore di Storia moderna all'Università e di madre insegnante di scuola superiore. Frequenta da adolescente il Liceo Galvani della sua città (che diventerà storpiato in "Caimani" nel primo libro).  Esordisce non ancora ventenne con il suo primo romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, tradotto in ventiquattro paesi e divenuto film nel 1996. 
Nel Novembre 2008 ha dato alle stampe per l’editore Laterza una raccolta di sette racconti dedicata alla propria città, dal titolo La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco, ristampata due volte nel giro di quindici giorni. La trilogia dedicata al viaggio si conclude nel 2011 con Gli psicoatleti, pubblicato da Dalai edizioni. Tra gli altri suoi libri citiamo almeno La vita quotidiana in Italia ai tempi di Silvio(Laterza, 2010), L'arte di stare al mondo (Mondadori Electa, 2013), Di furore e lealtà. La mia vita raccontata a Enrico Brizzi (Mondadori, 2014, scritto con Vincenzo Nibali) e Il meraviglioso giuoco. Pionieri ed eroi del calcio italiano 1887-1926 (Laterza, 2015).





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