sabato 3 novembre 2018

Recensione in anteprima "Ogni volta che sono solo con te" di Amabile Giusti







Titolo: Ogni volta che sono solo con te

Autore: Amabile Giusti

Editore: Amazon Publishing

Prezzo ebook: 3,99 euro

Prezzo cartaceo: 9,99 euro

Data d'uscita:  6 Novembre 2018

Quando l’amore arriva è come pioggia che nutre la terra: anche il cuore più indurito ricomincia a battere
Harrison Duke, fascino selvaggio e pessimo carattere, è un ex scrittore di successo. Il burrascoso divorzio da una vanesia diva di Hollywood, il flop del suo ultimo romanzo e un pericoloso attaccamento alla bottiglia lo hanno spinto a rifugiarsi in una baita sperduta fra le montagne del Wyoming.
Tormentato da un triste segreto e in cerca di una nuova dimensione, Harrison vive in solitudine, lavora duramente ed evita ogni contatto umano, specie femminile. Tornare a scrivere è fuori discussione ma un giorno il suo ex agente gli propone di concedere un’intervista a Leo Tucker, giovane giornalista di talento, e Harrison a malincuore accetta. Salvo pentirsene non appena realizza che Leo è diminutivo di Leonora.
Quello che avrebbe dovuto essere un breve incontro si prolunga inaspettatamente, e i due sono costretti a condividere per giorni la spartana baita, isolati dal mondo, con effetti disastrosi.
Non è facile sopportarsi quando si è più che determinati a odiarsi. Ma cosa potrebbe succedere se la convivenza forzata si rivelasse più piacevole del previsto?
Ciao ragazze! Oggi ho l’onore di parlarvi del nuovo romanzo stand-alone di Amabile Giusti in uscita oggi dal titolo “Ogni volta che sono solo con te”.
Trama:
Quando l’amore arriva è come pioggia che nutre la terra: anche il cuore più indurito ricomincia a battere
Harrison Duke, fascino selvaggio e pessimo carattere, è un ex scrittore di successo. Il burrascoso divorzio da una vanesia diva di Hollywood, il flop del suo ultimo romanzo e un pericoloso attaccamento alla bottiglia lo hanno spinto a rifugiarsi in una baita sperduta fra le montagne del Wyoming.
Tormentato da un triste segreto e in cerca di una nuova dimensione, Harrison vive in solitudine, lavora duramente ed evita ogni contatto umano, specie femminile. Tornare a scrivere è fuori discussione ma un giorno il suo ex agente gli propone di concedere un’intervista a Leo Tucker, giovane giornalista di talento, e Harrison a malincuore accetta. Salvo pentirsene non appena realizza che Leo è diminutivo di Leonora.
Quello che avrebbe dovuto essere un breve incontro si prolunga inaspettatamente, e i due sono costretti a condividere per giorni la spartana baita, isolati dal mondo, con effetti disastrosi.
Non è facile sopportarsi quando si è più che determinati a odiarsi. Ma cosa potrebbe succedere se la convivenza forzata si rivelasse più piacevole del previsto?

Per me è molto difficile riuscire a descrivere tutto ciò che ogni romanzo di Amabile mi provoca: palpitazioni, crampi allo stomaco, ansia, irrefrenabile curiosità… un coacervo di emozioni fortissime, che mi rendono impossibile non amare ogni suo romanzo letto finora.

Come tutti i personaggi di Amabile, nemmeno i nuovi protagonisti sono persone “facili”, ma presentano mille sfaccettature che la meravigliosa penna dell’autrice ha saputo dispiegare a poco a poco, rendendoli umani e facendoteli se non proprio amare, quantomeno capire.
Per spiegare la mia ultima affermazione, è necessario che io mi soffermi su uno dei personaggi più particolare che abbia mai incontrato: Harrison Duke.
Uno scrittore caduto in disgrazia, proveniente da una vita “gioiello” newyorkese, circondato da fan adoranti e con una moglie tanto splendida e perfetta quanto algida, egocentrica ed egoista.


Lei è diventata eterna, proprio perché gli ha fatto del male, è stata in grado di ferire il suo orgoglio, il suo spirito e il suo talento. Chi può fare questo, acquisisce una specie di tragica eternità nella tua vita. Chi ti fa una carezza, non ti resta impresso tanto quanto ti chi accoltella.”


Prima di ricostruire tutto ciò che è accaduto nel passato di Harrison, lo conosciamo per com’è oggi: un eremita che vive in una baita in un posto sperduto del Wyoming, scorbutico, caustico e a tratti proprio maleducato (mi ricorda un po’ il Marco delle prime pagine di “Tentare di non amarti”), che non sopporta la vista e la compagnia di nessuno, ad eccezione dei suoi animali, l’unica cosa che lo rende consapevole di sapere ancora amare.
Quando la “grassa” Leo Tucker piomba a tradimento nella sua vita, portando nelle soleggiate giornate del Wyoming una bufera senza precedenti (perché, per Harrison, tutti i mali del mondo sono colpa di Leo!), che la costringe a rimanere nella sua baita per ben venti giorni, isolati dal resto del mondo e solo in compagnia dei suoi amati animali (e di Maya, un’anziana donna che vive in una baita nei dintorni, con un passato davvero commovente e una forza senza pari), Harrison perde completamente il controllo sulla sua vita… e sul suo cuore. Lui non si rende conto fino alla fine di chi è davvero, di cosa vuole e di chi è diventato, vive nel suo mondo e nelle convinzioni che si è auto-imposto e non sarà per niente facile fargli aprire gli occhi.

Dire che ho odiato l’atteggiamento di Harrison nei confronti di Leo, che mi sento di definire semplicemente e puramente cattivo molto spesso, è riduttivo. Grazie al POV alternato tuttavia riusciamo ad entrare, come solo Amabile ci permette di fare, nei recessi dell’anima ferita, tormentata ma ineluttabilmente buona di Harrison e lo conosciamo, con la sua voglia di chiudersi al mondo e ai sentimenti, di rimanere da solo con la sua rabbia e il suo rancore, con le sue idiosincrasie e contraddizioni e il suo combattere strenuamente contro i cambiamenti che Leo sta inconsapevolmente portando nella sua vita. Lui non
vuole volerla, non vuole trovare attraente nessuna donna, figurarsi una che è così lontana dal suo ideale di bellezza.


“Sono una persona orribile. Sono una depravata terminale. Sono una pazza. Perché ho una terribile voglia di lui. Anche se è stronzo, anche se è sgarbato, anche se il suo odio mi ferisce come se fosse fatto di metallo e di fuoco”.


“Io non sarò mai niente per lui, perché potrei amarlo e renderlo felice, perché non lo tradirei mai, e lo implorerei di scrivere ancora. Il bene non fa abbastanza rumore, è come pioggia leggera che nutre la terra; il male invece è una grandinata che brucia i germogli e che non potrai mai dimenticare proprio a causa di quella devastazione”.


Ma Leo, che costituisce il migliore antidoto al caratteraccio di Harrison, non puoi non amarla. È un personaggio femminile indimenticabile nella sua semplicità ed umanità, nella sua dolcezza e nella sua tenacia. Leonora è imperfetta (rispetto ai canoni di bellezza del mondo in cui vive e viviamo) e per tutta la vita le è stato fatto pesare. Ma Leo non sa più cosa significa buttarsi giù o vivere nella rabbia e nel rancore: è frutto di un lungo processo e costituisce una grande conquista, ma oggi Leo è tutta dolcezza e grandi sogni.

“Per tanto tempo ho creduto che l’unico modo per annullare i ricordi brutti fosse annientarsi. Un palazzo alto e un balzo. Una vasca da bagno e una lametta. Poi ho capito che quella soluzione avrebbe fatto solo moltiplicare l’orrore. Non elimini una parete tutta dipinta di nero con altro nero: devi metterci sopra un bel miscuglio di colori vivi. Devi creare qualcosa di buono che porti nuovo amore nel mondo, nuova linfa, nuovo sangue. Per questo vorrei scrivere tanti articoli, leggere tanti libri, viaggiare tanto e avere tanti figli”.

Voleva conoscere l’autore di quei libri in cui tanto si rispecchiava da adolescente e che l’hanno aiutata a non sentirsi sola e ora che ha quasi 26 anni ed è una giornalista fa di tutto per realizzare il suo sogno, anche andare in un paesino sperduto nel Wyoming, inseguire il famigerato Harrison dopo che l’ha imbrattata dalla testa ai piedi, rischiando anche la vita nel tentativo… e nonostante la crudeltà di Harrison e della natura che la circonda, lei riesce ad andare oltre e a scovare la bellezza sia della natura, stringendo amicizie buffissime ed improbabili, sia dell’uomo dei suoi sogni, apparendo sempre consapevole delle sue decisioni e mai succube del pessimo carattere di Harrison.


“Sono stata lontana da qui per poche ore, e tutto ciò mi è mancato. Il maiale coi sorrisi che gli arrivano agli occhi, simili a rosate mezze lune, le oche che mi tampinano come anatroccoli dietro la madre, il tacchino che ha smesso di gonfiare le penne imitato dal montone che ha smesso di comportarsi da tacchino che gonfia le penne. Le galline con la loro buffa falcata da donne su tacchi troppo alti, e la giumenta, la dolce giumenta dal mantello fulvo, dai movimenti pigramente eleganti, e quegli occhi che non ho mai visto altrove, buoni come quelli di chi ha un cuore semplice”.


“Devo andarmene” ribadì. “Se rimango qui non posso fare a meno di odiarti, e se ti odio non riuscirò più a leggere i tuoi romanzi, e se non riuscirò più a leggerli, non so che fine farò. Le tue storie, i tuoi personaggi mi hanno tenuto a galla in momenti terribili, in cui stavo per annegare. Se li perdo, se ti perdo, cosa mi rimane?”.


L’evoluzione di entrambi i personaggi, soprattutto quella più recente di Harrison, è ciò che ti tiene incollata al libro e ti emoziona dall’inizio alla fine. Non voglio spoilerare ulteriori parti della trama, perché questo è un libro che si deve leggere e assaporare parola per parola: la penna di Amabile è magica, a tratti poetica, e la sua scrittura stilisticamente inconfondibile, con una particolare attenzione al lessico ed una grammatica impeccabile (aspetto sempre più raro), ti fanno entrare nella testa e nell’anima dei suoi personaggi, così contraddittori, così complicati e così umani… e vale sempre e comunque la pena leggerla.
Amabile Giusti si conferma una delle autrici italiane (e non solo) migliori e vi ricordo che avremo l’onore di incontrarla sia al Festival Romance di Milano a giugno 2019 sia al Rare di Roma a settembre 2019!






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