giovedì 28 febbraio 2019

Review Party "Regina dell'aria e delle tenebre" di Cassandra Clare


Ed eccomi di nuovo a parlarvi dell'ultimo libro di Shadowhunters! L'avrete capito ormai, amo alla follia questa saga e tutto ciò che esce dalla penna di Cassandra Clare (o Cassadica, come la chiamo io). Sì, è vero, a volte ci fa soffrire tremendamente, ma con le sue storie favolose ci regala soprattutto momenti di gioia incondizionata, non provate a negarlo!
Perciò ecco la mia recensione di Regina dell'aria e delle tenebre!


Titolo: Regina dell'aria e delle tenebre
Serie: The Dark Artifices #3
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Genere: Urban Fantasy
Prezzo: 19,90€ (cartaceo) 9,99€ (ebook)

E se la dannazione fosse il prezzo da pagare per il vero amore? Nella Sala del Consiglio l'aria è impregnata di un odore metallico di sangue. Qui, poco distante dal corpo esanime di Robert Lightwood, tra le braccia di Julian giace Livia Blackthorn, la pelle del colore del latte, anche lei ormai priva di vita. Niente sarà più come prima dopo la carneficina che ha appena avuto luogo nella roccaforte degli Shadowhunters. All'indomani della morte di Livvy e dell'Inquisitore, infatti, il Conclave è in fermento e sull'orlo della guerra civile. Parte della famiglia Blackthorn, devastata per la perdita di Livvy, vola a Los Angeles, dove cercherà di scoprire l'origine di una malattia che sta provocando la progressiva distruzione della razza degli stregoni. Nel frattempo, Julian ed Emma, ricattati dal nuovo Inquisitore, nel disperato tentativo di mantenere segreto il loro amore proibito partono per una pericolosa missione nella Terra delle Fate con l'obiettivo di recuperare il Volume Nero dei Morti, un libro di incantesimi potentissimi per riportare indietro i defunti. Quello che scopriranno, però, è un segreto che potrebbe annientare l'intero loro mondo e gettare così un'ombra scura sul loro futuro. Per questo, Emma e Julian saranno costretti a lanciarsi in una vera e propria corsa contro il tempo per salvare se stessi e il mondo degli Shadowhunters prima che il potere mortale della maledizione parabatai distrugga quello che hanno di più caro.


Era l’alba in più di un senso: da quel momento in avanti avrebbero camminato nel mondo senza paura. Era il vero inizio di una nuova vita che avrebbero affrontato insieme, con tutte le imperfezioni e la fragilità di esseri umani. E se mai uno di loro due avesse paventato il male in se stesso, come succede a tutti talvolta, ci sarebbe stato l’altro a ricordargli il bene.

Al contrario del mio solito, inizierò dalla fine. Non ripercorrerò gli eventi e non farò spoiler. Quello di cui voglio parlarvi oggi sono sensazioni.
La Clare ormai è una maestra nell'arte del descrivere sentimenti, e questo le permette anche di suscitarne. Il lettore si trova sempre sopraffatto dalla miriade di emozioni sparse in ogni riga e non riesce a smettere di leggere. A me succede sempre con i suoi libri, e devo dire che ho trovato questo molto più maturo rispetto agli altri (nonostante io li ami tutti quanti allo stesso modo). Non credo affatto che stia cadendo nel banale e nel già visto (ed è il suo 14° libro di questa saga). Ed è proprio quello che amo di lei. Ha sempre qualcosa da dire, e riesce a farlo con tutti i personaggi che inventa.
In questo libro, ad esempio, vediamo una quantità di personaggi infinita. Da Clary e Jace di TMI a Tessa e Jem di TID ai ragazzi che si trovano nei racconti dell'Accademia Shadowhunters, e tutti hanno qualcosa di importante da insegnarci.
«Tu mi hai insegnato il significato del termine eroe. Hai detto che gli eroi non vincono sempre. Che a volte perdono, ma non smettono mai di lottare.»
Questa è una frase che dice Emma a Clary. Mi ha tanto colpito il modo in cui Emma vede Clary, con una stima tanto grande da volerle assomigliare e da portarla ad agire al meglio per riuscirci. Emma impara molto da lei e noi impariamo molto da Emma. Io ho imparato a non arrendermi mai quando tengo davvero tanto a qualcosa. 
Da Julian ho imparato il valore della famiglia e cosa significa concedersi ad essa in tutto e per tutto, nonostante quello che si rischia di perdere. 
«Sei l’unica persona che abbia mai amato così tanto, e so che resterai la sola. Non sono me stesso senza di te, Emma. Quando sciogli il colore nell’acqua, dopo non puoi più separarlo. È così con te. Non posso fare a meno di te. Significherebbe strapparmi il cuore, e non mi piaccio senza il mio cuore. Adesso lo so.»
Grazie a Cristina, invece, la saggia Signora delle Rose, ho compreso la parola "coraggio" e il valore della sofferenza.
«Il dolore non ci rende deboli. Ci rende umani. Come potresti consolare Dru, o Ty, se non sapessi esattamente cosa hanno perso? La simpatia è facile. Conoscere la profondità del vuoto che la perdita di qualcuno ti lascia nel cuore è raro.»
Tutto il romanzo è un concentrato di tristezza e sofferenza, ma anche di forza, coraggio, amore e amicizia. Cassandra Clare è in grado di descrivere tutto ciò attraverso personaggi completamente diversi tra loro, ognuno con la propria individualità e le proprie debolezze, e - cosa più importante - tutti uniti per un unico scopo: la salvezza e l'unione della loro specie, per una vita che ha senso di essere vissuta solo se si è in armonia e accanto alle persone che si amano di più. L'amore (non solo quello romantico) è la risposta, anche se a volte porta dolore e sofferenza. E questo ce lo insegnano anche i piccoli della famiglia, Dru, Ty e Tavvy, con la loro ingenuità da bambini tramutata spesso in grande saggezza.
Insomma, tanto di cappello a questa grande autrice che sforna un capolavoro dopo l'altro che non annoia mai, anzi, migliora ogni volta! 
Passiamo velocemente agli altri aspetti che ho adorato:

  • i miei Malec. Scusate ma loro sono la mia ship suprema.
  • i Clace. Se la battono con i Malec, e considerato l'epilogo di questo romanzo sono anche leggermente preoccupata (ovviamente è un eufemismo).
  • il mondo parallelo di Thule. Dio santo, era spaventoso tanto quanto affascinante.
  • il triangolo Cristina-Mark-Kieran. Devo ammettere che ho faticato a comprenderli, ma alla fine non si può non adorarli. Non vedo l'ora di saperne di più sul loro futuro!
  • Kit. Praticamente un Jace in miniatura in attesa di quella spruzzatina di autostima in più che lo farebbe germogliare. Sì, se non si fosse capito, Jace è il mio personaggio preferito in assoluto (non me ne voglia Will: caro, amo anche te!)
  • gli intrighi politici. Cavoli, più si va avanti più Cassadica mi sorprende con le sue strategie malefiche. Sa descrivere alla perfezione le cattiverie e gli stratagemmi malvagi, quasi quasi la invidio!
  • Ultimo ma non meno importante: le diversità. Diana, Ty, Dru, per un motivo o per un altro sono tutti considerati (o si considerano da soli) diversi agli occhi della gente, quasi... sbagliati. Adoro il modo in cui la Clare tratta queste tematiche, il modo in cui ti fa sentire vicino a loro finché non ti immedesimi totalmente. E' qualcosa che proviamo tutti, d'altronde, spesso ci sentiamo inadeguati, inopportuni, diversi... Vorremmo essere più simili a ciò che è considerato "bello". Ma questa è un'altra cosa che continuo ad imparare dalla Clare e dalle sue storie: essere diversi è ciò che ci rende forti, ciò che fa uscire il meglio di noi e che ci spinge a lottare per le nostre convinzioni. 
Concludo con una riflessione che faccio sempre a me stessa ma non riesco mai a rendere pubblica: ecco a cosa serve il fantasy. Diversamente da quello che affermano molte persone, non è un genere di svago fine a se stesso. Con le sue metafore magiche o distopiche o fantascientifiche, il fantasy ci permette di comprendere meglio alcuni meccanismi reali. Ci aiuta a capire di che pasta siamo fatti, ci mette in contatto con le nostre vere personalità. A chi non è mai capitato di domandarsi "Cosa farei io in questa particolare situazione? Quanto sarei disposto a rischiare per portare avanti le mie convinzioni? Cosa conterebbe davvero per me?". 
Ma mi sono dilungata anche troppo. La finisco qui facendo ancora una volta i complimenti alla mia autrice preferita e ringraziando la Mondadori per questa opportunità.
Il mio voto è: 
Alla prossima recensione!


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