mercoledì 3 aprile 2019

Review Party " Il nostro giorno imperfetto" di Emmanuelle Dyson





Titolo: Il nostro giorno imperfetto

Autore: Emmanuelle Dyson

Editore: Self Publishing

Prezzo ebook: 0,99 euro

Prezzo cartaceo: 9,90 euro






Astrid e Michele hanno 17 anni quando si ritrovano per la prima volta da soli, chiusi in una stanza d’albergo, durante una gita scolastica. Due anime opposte: lei povera, lui ricco; lei scontrosa, lui più naturale; lei solitaria, lui più socievole; lei gioca a tennis per arrabbiarsi solo con se stessa, lui gioca a pallavolo per essere il leader del gruppo. Quello che succede lascia in loro un ricordo indelebile. 
Vogliono incontrarsi ancora, ma la realtà che c’è fuori da quella stanza glielo impedisce. Accadrà solo quattro anni dopo. In un’altra città. Sempre nello stesso giorno: il 29 febbraio, nell’anno in cui si svolgono altre Olimpiadi. Un caso? Forse. Ma qualcosa li separerà ancora. E così andranno avanti per gli anni a venire, tra promesse, menzogne, desideri e voglia di un’altra vita.
Quando si capisce di essere innamorati? Quando invece è solo passione che cala col tempo? Quando è una combinazione di amore e passione? Quando è il tempo che dà una risposta a queste domande? Per stare insieme Astrid e Michele dovranno trovare il modo di essere se stessi.

Astrid e Michele, 29 febbraio. Tutto si articola intorno a queste quattro parole.
Due storie differenti, due personaggi che si trovano ai poli opposti, ma la cui linea della vita è irrimediabilmente ingarbugliata.
Tutto ha inizio nel 1992, i due protagonisti sono dei semplici adolescenti in gita scolastica a Barcellona, per visitare le Olimpiadi.
A partire da quell'incontro, in quella stanza d’albergo, i due non si separeranno mai, quasi come se fossero uniti da un legame indissolubile, da un filo immaginario.
Spesso ci si chiede se l’amore possa essere eterno e possa persistere e prescindere da qualsiasi fattore esterno da cui è influenzato.
Sono quesiti che mi sono posta dinanzi alla storia di questi due ragazzi prima, adulti poi.
Sono arrivata alla conclusione che la voglia di aversi sfida qualsiasi legge temporale e spaziale, che può distruggere qualsiasi tipo di ostacolo.

“Ha conosciuto quel ragazzo per poche ore negli anni passati, eppure sente qualcosa che lo lega a lui, un filo invisibile e lunghissimo che passa oltre le distanze e il tempo.”

La storia dei due protagonisti è estremamente coinvolgente: i caratteri dei due,quello scontroso e irriverente di lei, quello più calmo e sicuro di lui, mi hanno portata talvolta a detestarli, talvolta a comprendere quanto l’apparenza sia meschina e quanto bisogno d’amore una persona possa nascondere sotto strati di spavalderia e freddezza.

“Sono le emozioni. Quel formicolio alla pancia che senti ogni volta che ti guarda, che si avvicina, che ti sfiora. È quel brivido nell’attesa di poterlo incontrare, di poter stare con lui da sola. È quella sensazione che lascia il tempo fuori da qualsiasi muro, da qualsiasi barriera, creando un tempo che assume un’altra dimensione. Un tempo che non ha giorni, mesi o anni. È un tempo che conta solo i battiti dei momenti che si trascorrono insieme.”

Sono cresciuta insieme a loro, sono stata pervasa dai brividi da cui anche i loro corpi sono stati attraversati, ho sentito lo stesso formicolio nella pancia e ho provato le loro stesse emozioni.
Loro nella loro stanza.
Io nella mia.

“Ma forse non è ancora il momento: «Michele» dice a fatica. «Dobbiamo parlare».
«Non adesso» risponde lui mentre inizia a baciarla sul collo, esattamente come aveva fatto lei.
«Ma dobbiamo».
«Non adesso».
«Non sarebbe giusto».
Le labbra si stanno incontrando nuovamente. Lasciando pochissimo spazio a respiri e parole.
«Non mi importa cosa è giusto e cosa non lo è. Sono otto anni che aspettiamo» risponde lui, tra un respiro e l’altro.
Astrid pensa la stessa cosa, ma il dover fare sempre la cosa giusta, quella corretta, l’aveva spinta ad avere un altro dubbio.
Fanculo i dubbi.
«Vuoi che mi fermi?» chiede lui mentre le sue mani scendono sempre di più sul suo corpo.
Lei non risponde. Ormai le labbra unite sono diventate per entrambi un muscolo involontario, come il cuore. È lei a spingere leggermente indietro lui, senza staccarsi un momento.”

Ho apprezzato i momenti a sfondo ‘erotico’ che vengono descritti con misura ed eleganza.
Ho amato i riferimenti musicali inseriti quasi in ogni capitolo, le canzoni che diventano di loro proprietà, il resto che scompare.
Sgarella ha avuto la maestria di creare uno spazio che non andasse oltre le quattro mura e che nello stesso tempo racchiudesse tutto il mondo circostante al suo interno.

“Astrid e Michele sono seduti per terra. Si tengono a vicenda le cuffie all’orecchio. Il soffitto sembra diventato altissimo e spazioso. La Rambla non è più così rumorosa, potrebbero essere ovunque sulla Terra, senza una precisa indicazione. Il tempo non esiste, è solo figlio di una canzone, di una chitarra, di un gioco di squadra che va oltre la passione.
Il desiderio è chiuso in quelle quattro mura, non più così anonime per i due ragazzi.”

Grazie alla presenza di entrambi i punti di vista in ogni capitolo, ho potuto comprendere entrambe le scelte e mi sono potuta immedesimare meglio nella storia.
Mi sono sentita parte dei loro momenti, ho vissuto le loro esperienze e mi sono messa nei loro panni.
Ho riso alle loro battute, ho appoggiato alcune loro decisioni e sono stata in totale disaccordo con altre.
Mi sono rivista nei loro comportamenti, nelle loro
paure e insicurezze ma anche nelle loro certezze e nella loro felicità.
Ho divorato il libro in due giorni, una pagina tirava l’altra e non riuscivo a staccarmi dal telefono e a smettere di scoprire come sarebbe stato il loro incontro successivo.
Mi è piaciuta la tecnica di mettere in primo piano loro due, di lasciare ai margini gli altri personaggi che vengono semplicemente menzionati.
D’altronde, tutto ciò fa parte delle loro regole.

“«Non si parla del mondo da cui si viene» ribadisce lei. «Saremo solo noi, come se ci fossimo visti il giorno prima».
«Si potrà parlare del passato, ma non della famiglia con cui vivremo il resto del tempo».
«Si trascorre un giorno intero insieme, malati, feriti, o quant’altro. Nessun impedimento dovrà fermarci. Se ancora lo vorremo».
Nel dire l’ultima frase Michele le solleva la gonna e le avvicina il bacino, per sentire meglio il loro intimo incontro. Ma non smettono di parlare, mentre si muovono entrambi lentamente, come se i loro muscoli fossero comandati dalle parole, dalle frasi che consolidano le basi di quella singolare unione.
«Il resto del mondo rimane fuori» ribadisce Astrid sospirando. «Niente fotografie o video. Solo i nostri ricordi» conferma lui.”

Sono stata spiazzata dal colpo di scena finale che rischia di compromettere il rapporto quasi perfetto dei due protagonisti. 
Come andrà a finire? Questo potete scoprirlo solo correndo ad acquistare questo straordinario romanzo.
Ogni 29 febbraio mi ricorderò di loro.
Sarà 29 febbraio per sempre? 
Andate a leggere e lo scoprirete. 
Cinque stelline meritatissime, ve lo consiglio!

Noemi












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