giovedì 14 dicembre 2017

Cover reveal “Occhi di fata e cuore di drago” di Maria Katrin E.





Autrice: Maria Katrin E.

Editore: Quixote Edizioni

Prezzo ebook: Da definire

Titolo: Occhi di fata e cuore di drago

Data d'uscita: 18/01/2018




Copertina cartaceo:








Quell'immagine non avrebbe potuto essere più grottesca, un rettile d'oro, feroce e aggressivo, che contrastava con la pelle candida di una fata dai riccioli biondi e il sorriso angelico. 
Invece era l'immagine perfetta. 
Beatrice, giovane donna avvocato, e Marco, uomo misterioso che rischia di perdersi nelle profondità dei suoi segreti, incrociano le loro vite in un incontro sorprendente, per ritrovarsi coinvolti in un caso giudiziario che nasconde una verità pericolosa. 
In uno scenario di apparente normalità, Beatrice scoprirà la reale essenza e il lato oscuro delle persone che la circondano, tra lealtà e inganni, attraverso un viaggio che la costringerà a misurarsi con la propria fragilità e la propria forza. 
Un noir travestito da storia d'amore, in cui gli eventi si intrecciano e i personaggi si confondono fino alla fine, perché niente è quello che sembra. 





mercoledì 13 dicembre 2017

Intervista a Licia Troisi: Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria "Più Libri Più Liberi"

Salve, lettori❤
Oggi sono lieta di presentarvi la mia intervista a Licia Troisi!
Sicuramente sapete benissimo di chi si tratta, ma introduciamo un attimo la più grande autrice italiana di fantasy!
Licia Troisi nasce a Roma nel 1980. Frequenta il liceo classico Immanuel Kant per poi laurearsi in astrofisica nel 2004. A soli 21 anni scrive le Cronache del Mondo Emerso, pubblicato da Mondadori diviso in 3 parti. Sempre con la casa editrice Mondadori continua a pubblicare le sue saghe fantasy Guerre del Mondo Emerso, Leggende del Mondo EmersoLa Ragazza Drago, I Regni di Nashira, Pandora, La Saga del Dominio (di cui è appena uscito il secondo libro dal titolo Il fuoco di Acrab). Ha scritto, inoltre, racconti e opere singole come I Dannati di Malva, Nulla si crea, tutto si distrugge, Acqua e fuoco, e divulgazioni scientifiche come Dove va a finire il cielo.
Quella che vedete qui sotto è la sala chiamata "Nuvola", dove si è svolto il suo incontro sulle eroine del fantasy con i ragazzi delle scuole. 


Lasciate che vi dica quanto è stata straordinaria questa edizione della fiera del libro. La Nuvola di Fuksas, a mio parere, è un luogo perfetto sia da un punto di vista più pratico (spazi ampi, stand facili da raggiungere e sale comode e funzionali), sia da un punto di vista figurato. Si diceva all'inaugurazione, infatti, che possiamo considerare la Nuvola come un luogo di aggregazione del moderno e dell'antico, del nuovo e del vecchio, della tecnologia e del libro. Voi siete d'accordo? 

E, ora, ecco l'intervista tanto attesa!

Parlo da studentessa di editoria che sta entrando solo ora in questo mondo caotico ed eccitante: in Italia si sta investendo molto sulla lettura giovanile e i libri per bambini e ragazzi. Tu scrivi per ragazzi. Come mai questa scelta? Qual è stata la tua più grande soddisfazione da quando hai iniziato?

Non è stata una scelta, in realtà. Ho cominciato a scrivere senza pormi un reale problema di target. Avevo in mente un lettore ideale che aveva più o meno la mia età e le mie passioni (all'epoca avevo appena 20 anni). È stata la mia casa editrice a dirmi che questo mio lettore ideale coincideva con i ragazzi, ed è molto bello scrivere per questo tipo di pubblico perché  loro sono appassionatissimi ed è una cosa fantastica. Trovi veramente persone che ti dicono che gli hai cambiato la vita. E quella passione, quel trasporto che provi nei confronti delle storie quando sei molto giovane raramente ce l'hai anche da adulto. Da ragazzo vivi tutto con molta più intensità e ti senti anche pronto a condividere questa intensità con lo scrittore. Quindi è bello vedere gente così appassionata, colpita profondamente dalle tue storie e che ha anche piacere di dirtelo.

Questo, invece, è un argomento che mi sta molto a cuore in quanto lettrice accanita. Quanto pensi sia importante per il lettore incontrare lo scrittore e confrontarsi con lui, o meglio, con la storia in cui si è immedesimato tanto?

Per i ragazzi penso sia molto importante, incontrare l'autore è anche un modo per promuovere la lettura. Io, almeno, quando incontro i ragazzi delle scuole la vedo sempre in quest'ottica. Cerco di raccontare loro il mio percorso da lettrice a scrittrice, quindi come la lettura mi ha permesso di fare questo lavoro. Ad esempio oggi un ragazzo mi ha chiesto un consiglio per prendere buoni voti al tema e io gli ho risposto: "Devi leggere!". Quindi sicuramente è molto importante, ed è anche un modo per scoprire il mondo dell'editoria. Quando ho cominciato a scrivere non avevo la più pallida idea di cosa fosse la figura dell'editor, quindi sono tutte occasioni per entrare in un mondo che molto spesso è sconosciuto.
Cosa mi dici del fantasy italiano?

Siamo ancora un po' piccolini, secondo me. C'è stato un momento in cui sembrava che stesse esplodendo, ma ho l'impressione che fosse solo una moda passeggera, per cui alla fine siamo sempre quei pochi autori. Però ci sono delle voci molto belle, io sono molto appassionata di Francesco Dimitri. Lui ha scritto un libro bellissimo dal titolo L'Età Sottile, che parla di magia, ma è una magia realistica, per cui non sai mai se è un trip della mente di questi ragazzi o effettivamente qualcosa di reale, ed è un romanzo di formazione bellissimo. Secondo me non siamo riusciti a fare massa critica, il fantasy continua ad essere un genere dominato soprattutto dagli anglofoni.

Pensi che sia la realtà italiana a tagliarci le gambe?

Sì, sicuramente in Italia c'è un problema sulla letteratura di genere e principalmente sul fantasy. Sai quanta gente ho sentito che diceva "Piuttosto che leggere questo non leggo proprio"? Ed è quello che succede, infatti: la gente non legge. Non è riconosciuta come cultura, anche se a me capita di scrivere articoli di giornale sia sul fantasy che sul mio lavoro di astrofisico. Diciamo che personalmente ho un certo riconoscimento, ma mi rendo conto che bisogna battersi molto per averlo, non è automatico. Anzi, quello che è automatico è il disprezzo.
Credo che il genere fantasy sia uno dei più complessi, eppure guardando il numero delle tue pubblicazioni non si direbbe! So che hai scritto le Cronache del Mondo Emerso a soli 21 anni. La mia domanda è: come? Come riesci a creare degli universi fittizi così realistici, completi, vividi, che funzionano? Qual è il segreto?

Non lo so, è questo il dramma! [ride] Credo che sia proprio la mia testa che funziona così, ho continuamente spunti di storie. Mi rendo conto che il mio cervello è in grado di elaborare quel tipo di narrazione. In realtà io ho letto tanto, ma prima di cominciare a scrivere fantasy non ne avevo letto tantissimo, quindi evidentemente qualcosa della costruzione dei mondi è presente in tutta la narrativa e in qualche modo l'ho assorbita. Però più passa il tempo e più mi rendo conto che il problema è porsi delle domande. Tu hai un'idea e in qualche modo devi farne uscire un mondo, se stai costruendo un mondo, oppure una storia. Quando ho cominciato a scrivere Nashira, l'idea principale era mettere al centro dell'intreccio un oggetto astronomico e un posto dove ci fosse poca aria, allora mi sono chiesta chi produce questa aria: ad esempio degli alberi molto grandi, perché mi piace l'idea degli alberi enormi che fa molto fantasy. Però questa aria doveva essere accumulata in qualche modo, quindi ho inventato la pietra dell'aria e l'ho messa sull'albero gigantesco che rappresenta una specie di cupola. Così, le persone costruiscono delle città che stanno sotto gli alberi, perciò non hanno mai visto il cielo. Allora la minaccia può venire proprio dal cielo, che loro non possono guardare! Ecco, più o meno è così che funziona la mia testa quando costruisco una storia.

Pensi che gli studi che hai fatto ti abbiano aiutato a sviluppare questo tipo di mentalità?

Penso di sì, una certa sistematicità di pensiero mi è stata molto utile. Quando hai a che fare con qualcosa di complesso, come appunto costruire un mondo, un minimo di schematismo ci vuole, altrimenti rischi di perderti. Nonostante tutto, a volte mi sfuggono delle cose e devo andare a cercarmele. Devo essere coerente su archi narrativi che possono durare anche 5 anni, quindi fare degli schemi è fondamentale, e deriva molto dalla mia formazione scientifica.

Quali sono gli scrittori e i libri che ti hanno influenzato maggiormente e ti hanno spinto in questa direzione?

Tutti i libri, in realtà! [ride] Raccontare storie e sentirsele raccontare per me è sempre stato un tutt'uno. Il piacere di godere delle storie è una cosa che ha sempre fatto parte di me. Sicuramente Il Nome della Rosa di Umberto Eco ha rappresentato un elemento fondamentale della mia formazione, anche e soprattutto le postille in cui ragiona su tutti i processi narrativi che ha applicato, e tante cose che io racconto sono ragionamenti che aveva fatto lui. Probabilmente sono semplicemente universali, ma per la prima volta li ho letti lì, quindi sicuramente è stato molto importante. Poi Tolkien mi ha aperto un mondo, perché prima di leggere Tolkien non avevo mai letto narrativa di genere seria, e ho capito che tutte le idee che avevo potevo effettivamente scriverle. Poi c'è uno scrittore inglese di fantasy che amo moltissimo, Jonathan Stroud, dal quale ho preso alcune cose, ad esempio un certo divertimento nella trama, maggior ironia... cose che si notano soprattutto in Pandora e nella Ragazza Drago. Infine, la mitologia. Tutto il mondo classico mi ha influenzato tantissimo. Il fantasy, in qualche modo, mette le sue radici nel mito, e quindi la mitologia, la tragedia, l'epica mi hanno colpita profondamente.


Ed eccoci giunti alla fine di questa intervista! Ringrazio ancora una volta Licia Troisi per la sua disponibilità e i suoi consigli preziosi, e spero che tutti voi abbiate riflettuto sui temi che abbiamo approfondito insieme e, mi raccomando, leggete i suoi romanzi se ancora non lo avete fatto!! Sosteniamo i pochi scrittori fantasy che abbiamo, perché lo meritano davvero tanto❤
Alla prossima!!

martedì 12 dicembre 2017

Calendario dell'Avvento: 7 curiosità sul Natale.

Visto che ci stiamo preparando a vivere il Natale, cosa ne dite di scoprire insieme qualche curiosità in più su questa festa? Dài, che siete curiosi, lo so ;)


  1. Vediamo un po’… se dico Natale, qual è il primo personaggio che vi viene in mente? Ma è ovvio, proprio lui: Babbo Natale. Ebbene, Babbo Natale è una figura ispirata a San Nicola, il vescovo di Myra, l’odierna Demre, in Turchia, protettore dei bambini. La moderna immagine di Babbo Natale, l’uomo grassottello, vestito di rosso, con il pellicciotto bianco, invece, è frutto di un’operazione commerciale della Coca Cola. Fu infatti un pubblicitario del noto marchio a creare la figura di un Babbo Natale a bordo della sua slitta trainata da renne, che consegna regali ai bambini buoni di tutto il mondo. 
  2. Vi siete mai chiesti qual è la canzone natalizia per eccellenza? Be’, sì, ognuno di noi ne ha una preferita, ma la prima canzone cantata nello spazio, nel lontano 16 dicembre 1965, da Schirra Jr. e Thomas P. Stafford, fu Jingle Bells. Le cose andarono più o meno così: i due astronauti erano impegnati nel primo attracco alla navicella spaziale Gemini 7 e, una volt giunto il momento di comunicare l’esito al centro di controllo, pensarono bene di imbastire uno scherzo. Prima fecero credere di aver avvistato un UFO, poi, intonarono il famoso canto natalizio con tanto di campanelle di accompagnamento. Sense of humor spaziale :P 
  3. Parliamo ora della stella cometa. I bambini la disegnano con la coda, quella che finisce di solito con tre punte, avete presente? Ma chi fu il primo a disegnare la stella cometa con la coda? Fu proprio Giotto, nel 1299, a inaugurare la tradizione, sostituendo la coda alla tradizionale stella stilizzata con molte punte. Estro artistico.
  4. Chi non ha mai mangiato un bastoncino di zucchero a Natale? Sì, proprio quello a strisce rosse e bianche. Pare che questo dolce zuccheroso sia stato inventato di un pasticcere particolarmente religioso che gli diede questa particolare forma perché, capovolgendolo, si trasformava nella lettera J di Jesus. Vero o no, ha il suo lato romantico. E per rimanere in tema di dolci, parliamo anche di Panettone, lo sbaglio culinario del secolo. Perché sbaglio? Perché fu inventato dall’aiuto cuoco della famiglia Sforza, proprio per rimediare a uno di quei pasticci in cucina che potevano costare cari. Be’, il Pan di Toni è riuscito a far dimenticare qualsiasi errore sia stato commesso quel giorno. 
  5. Passiamo ora agli elementi più classici e immancabili di ogni Natale, il presepe e l’albero. Lo sapevate che la parola “presepe” deriva dal latino, “praesepe”, che significa proprio “mangiatoia”? San Francesco aveva le idee chiare in merito, il centro di tutto doveva essere proprio quel piccolo luogo che ha accolto Gesù Bambino nelle notte più magica dell’anno. E la tradizione dell’albero di Natale da dove viene? Non lo crederete mai, ma pare che le origini di quest’usanza siano radicate addirittura nell’antico Egitto, dove, durante il culto del Sole, si addobbava una piramide. La tradizione è stata poi ripresa dai popoli nordici, che, in mancanza di piramidi nelle vicinanze, le sostituirono con i più classici abeti. 
  6. Non possiamo non introdurre una curiosità sui regali, e quindi eccola: parliamo di giochi regalati a Natale. Ricordate che, pare, il 40% dei giochi regalati ai bambini in questo periodo non sopravviveranno al mese di marzo successivo. Tenetelo a mente, prima di regalare qualcosa :P 
  7. Finiamo con una curiosità che arriva dritta dritta dalla Polonia: Lo sapete che il pranzo natalizio, in Polonia, conta ben 12 portate? Lo so, lo so, se abitate al sud, la cosa non vi stupirà più di tanto, ma il numero è significativo: le portate sono 12 proprio come 12 sono stati gli apostoli di Gesù… chissà cosa servono per il piatto di Giuda… mumble.



Bene, vi siete divertiti? Se la risposta è sì, vi aspettiamo per le prossime tappe del nostro calendario dell’Avvento ;)


lunedì 11 dicembre 2017

Calendario dell'Avvento: 10 film da vedere a Natale

Il Natale sta arrivando! E, insieme a lui, anche i nostri consigli su come trascorrerlo al meglio. Oggi, vi voglio parlare dei 10 film che non possono mancare in questo periodo.




  •       The Nightmare Before Christmas: celeberrimo capolavoro di animazione del 1993, ideato da quel genio di Tim Burton. L’incontro/scontro tra due feste così diverse da essere quasi inconciliabili, L’Halloween di Jack Skeletron, dove la parola d’ordine è spaventare, e il Natale di Babbo Natale, dove, invece, i bambini dovrebbero sorridere. Ebbene, come sarebbe la notte più magica dell’anno se a bordo della slitta di Babbo Natale ci fosse Jack Skeletron? Ce lo racconta questo splendido film, dal finale innevato e assolutamente romanticissimo.


  •       Il Grinch: un film diretto da Ron Howard del 2000 è l’adattamento cinematografico di un libro, omonimo, del Dr Seuss. Il protagonista di questa storia è l’unica persona che odia il Natale, il Grinch, un essere verde e burbero, estremamente intelligente e forte, ma anche con un cuore piccolo e rinsecchito. Ambientato nel paese di Chinonsò, il Grinch tenterà di rovinare la festa a tutti i Nonsochi, solo per venire colpito, alla fine, dal vero spirito natalizio che gli donerà un cuore grande e tanta, tanta gioia.


  •       Miracolo Nella 34° Strada: film del 1994, remake di un omonimo del 1947. Il protagonista è proprio Babbo Natale, Kris Kringle, o per lo meno lui è convinto di esserlo, ma non tutti gli credono. Arrivato provvidenzialmente a sostituire un finto Babbo Natale ubriaco di un centro commerciale proprio il giorno della vigilia di Natale, Kris diventerà l’uomo del miracolo, perché in fondo, a Natale, tutto è possibile e se ci credi, tutti i tuoi desideri si avvereranno.


  •      Love Actually – L’amore Davvero: è un film corale del 2003, dove di intrecciano ben dieci storie tutte diverse, ma tutte accomunate dall’amore e dal Natale. Il cast è stellare e, tra tanti protagonisti, troverete senz’altro quello che vi farà battere il cuore. Non vi resta che guardarlo.


  •      A Christmas Carol: avete presente Canto di Natale di Charles Dickens? Bene, eccone la fantastica trasposizione cinematografica del 2009. Ebenezer Scrooge dovrà imparare cos’è il vero Spirito del Natale, ma per fortuna non sarà da solo. A guidarlo i famosi spirito del Natale Passato, Presente e Futuro. Li ascolterà?


  •      La Fabbrica Di Cioccolato: quella che vi consiglio io è la versione del 2005, diretta da Tim Burton, dove a interpretare Willy Wonka è Johnny Depp, ma potete vedere anche quella del 1971, l’importante è godersi la storia di Charlie e della fabbrica più spettacolare che si sia mai vista. Frutto dell’immaginazione di Roald Dahl, La fabbrica di cioccolato è il film perfetto da vedere a Natale, e non solo perché c’è tanta cioccolata, quello che vi conquisterà sarà lo spirito di famiglia che lega i personaggi principali. Perché in fondo il Natale è magico solo se lo si vive insieme alle persone che amiamo di più.


  •       Un Amore Sotto L’Albero: film del 2004 che ci racconta la storia di cinque sconosciuti legati da una serie di eventi che accadono proprio la vigilia di Natale. Tra Rose, Nina, Mike, Artie e Jules, scorreranno lacrime, spunteranno sorrisi, sbocceranno speranze. Consigliatissimo per un Natale da ricordare.


  •     L’amore Non Va In Vacanza: romanticissimo film del 2006, dove due donne, diametralmente opposte, ma più simili di quanto pensino, decidono, in un momento particolare delle loro vite, di scambiarsi casa. Una decisione che dovrebbe aiutarle a distrarsi, ma che in realtà non fa altro che portare Amanda e Iris di fronte all’amore, perché anche se il mondo si sta immergendo nell’atmosfera di festa del Natale, l’amore, quello vero, non va mai in vacanza.


  •      Jack Frost: un film del 1998 che racconta la storia di Charlie e del suo amore per il suo papà, Jack. Jack è un musicista e, a causa del suo lavoro, è costretto a viaggiare spesso. È proprio durante una delle sue tournée che ha un incidente è muore. Charlie, però, non è ancora pronto a dire addio al suo papà e, il giorno di Natale, decide di costruire un pupazzo di neve che magicamente prende vita e afferma di essere proprio Jack. Le lacrime sono assicurate.


  •       Dickens – L’uomo Che Inventò Il Natale: e a proposito del nostro Charles, in uscita il 21 dicembre 2017 in tutte le sale, vi aspetta la storia di Charles Dickens. L’autore, versando in pessime condizioni economiche, decide di scrivere un libro che spera riporti a galla la sua carriera di scrittore, consentendogli di sostenere la sua famiglia. Quale? Canto di Natale, naturalmente.



venerdì 8 dicembre 2017

Perché guardare... The Package

Con l’arrivo di dicembre l’inverno sembra prepararsi a dare il meglio di sé! Molte città italiane sono coperte di neve e presto arriveranno anche le vacanze di Natale.
E tutti noi sappiamo cosa vuol dire … Binge Watching!



Se siete indecisi su cosa iniziare vi presento una meravigliosa possibilità; viene dalla lontana Corea (stay with me, prometto che ne vale la pena) ed è ambientato in Francia, eccovi 


The Package




Eccovi il mio riassunto:
Yoon So-So lavora come guida turistica per gruppi di turisti provenienti dalla Corea. È ormai abituata ad avere a che fare con i tipi più disparati di viaggiatori, ma fin dai primi momenti capisce che il gruppo che dovrà guidare in questi dieci giorni è speciale.
Mentre Yoon So-So cerca di scappare dal suo passato, che le si ripresenta sotto forma di una vecchia conoscenza appena uscita di prigione, il suo gruppo dovrà fare i conti con i propri problemi. Ognuno dei viaggiatori sembra infatti aver scelto di prendersi qualche giorno di pausa dalla vita in Corea, alla ricerca di qualcosa.

Primo episodio: 13 ottobre 20117
Ultimo episodio:18 novembre 2017
Numero di episodi: 12

Il gruppo di viaggiatori per un problema in aeroporto viene dimezzato ancora prima di arrivare in Francia. Il telespettatore seguirà perciò sette storyline, più l’ottava: quella della guida So-So.
Incontriamo perciò la coppia di lunga data, che sembra ormai agli sgoccioli della storia.
La misteriosa coppia dove lui è molto più vecchio di lei.
La coppia di anziani alla loro prima vacanza.
E poi il single che combina un disastro dopo l’altro (ma che si salva con quei maglioni che risaltano il suo incarnato).
È superfluo dire che ognuno di questi personaggi è molto di più e si avrà modo durante le puntate di scoprirli a pieno.







Altro punto a favore di The Package sono le ambientazioni: per chi (come me) ha un’amore di lunga data per la Francia questa visione non può mancare. Si imparano un po’ di nozioni sul Paese mentre si segue il percorso dei nostri turisti.





Interessante è vedere anche l’Europa con gli occhi degli orientali. Non so se sia un caso o se il regista è da considerarsi un po’ ribelle, ma per chi non è alle prime armi con i kdrama (i telefilm made in Korea) noterà in The Package qualcosa di diverso dal solito: uno strizzare l’occhio a qualche scena da bollino rosso (non eccessiva, siamo pur sempre in fascia protetta) giustificata dall'ambiente francese e dalla maggiore apertura mentale della popolazione del Paese.



La storia d’amore è leggera e si snoda con naturalezza, per nulla forzata. Quando i due interessati si scambiano il primo bacio… beh, ho applaudito! Una delle scene più dolci che abbia mai visto, non per chissà che background (alla fine è un bacio sulla spiaggia), ma che trasporto da parte degli attori! BRAVI.


giovedì 7 dicembre 2017

La mia wishlist natalizia

Cari lettori, siamo già all' 8 dicembre e pensavo fosse un'idea carina svelarvi la mia wishlist natalizia. E a voi, cosa piacerebbe ricevere?